Jannik Sinner festeggia lo storico trionfo agli Internazionali d’Italia con queste Converse First String Jack Purcell personalizzate
Il numero 1 al mondo è diventato il primo uomo italiano a vincere il titolo dopo 50 anni.
Riassunto
- Converse ha commissionato un esemplare unico di Jack Purcell per Jannik Sinner per celebrare la sua vittoria agli Internazionali d’Italia del 17 maggio, che lo ha consacrato come il primo uomo italiano a conquistare il titolo dopo 50 anni.
- La sneaker, realizzata all’interno della linea Converse First String, vanta una costruzione premium Made in Italy, i colori della bandiera italiana lungo il tallone e il logo distintivo di Sinner; non arriverà in alcuna release commerciale.
- La commissione si accompagna a un annuncio più ampio: Converse ha in programma di riportare la Jack Purcell in rotazione regolare, rilanciando una silhouette nata nel 1935 e assente da una disponibilità continuativa negli ultimi anni.
Converse ha realizzato un esemplare unico di Jack Purcell per Jannik Sinner, pensata per celebrare il momento in cui è diventato il primo uomo italiano a vincere gli Internazionali d’Italia dopo Adriano Panatta nel 1976. La sneaker, realizzata all’interno della linea Converse First String con una costruzione Made in Italy, non sarà disponibile all’acquisto. Ciò che invece sarà disponibile, secondo l’annuncio che accompagna il progetto, è la Jack Purcell stessa: il brand ha in programma di riportare la silhouette in rotazione regolare.
La sneaker creata per il numero 1 del mondo è un oggetto di design meditato. Una costruzione premium Made in Italy radica la commissione nella geografia dell’occasione, mentre i colori della bandiera italiana lungo la cucitura posteriore e il logo firmato Sinner la personalizzano senza appesantire il design. La dicitura Converse First String dichiara il livello di materiali e lavorazioni impiegati: storicamente First String è la linea in cui Converse concentra le sue realizzazioni più sofisticate, trattando le silhouette d’archivio con la stessa serietà con cui un marchio heritage affronterebbe una tiratura limitata. Per un pezzo unico pensato per celebrare la fine di un’attesa lunga 50 anni, sul suolo di casa, in un Paese dove la manifattura è il minimo comune denominatore culturale, questo approccio è l’unico possibile.
La Jack Purcell, di per sé, porta con sé abbastanza storia da rendere il gesto eloquente senza bisogno di spiegazioni. Creata nel 1935 dal campione del mondo canadese di badminton Jack Purcell, che si dice fosse frustrato dalla qualità delle calzature a sua disposizione e decise di progettare la propria soluzione, la sneaker è definita da un inserto di gomma curvo sulla punta, soprannominato da allora lo “smile”. Converse acquisì la silhouette negli anni ’70, e da allora resta a catalogo come alternativa più discreta alla Chuck Taylor, condividendone la costruzione low-top in canvas ma distinguendosi a colpo d’occhio proprio per quel dettaglio sulla punta. La Jack Purcell è da sempre una presenza fissa nei guardaroba di chi sa esattamente cosa cerca senza bisogno di dichiararlo.
Il ritorno della Jack Purcell in rotazione fissa merita di essere letto nel suo contesto. La vittoria di Sinner agli Internazionali d’Italia non è stato solo un ottimo risultato: ha battuto Casper Ruud 6-4, 6-4 completando il suo career Golden Masters, ovvero la conquista di tutti e nove i titoli ATP Masters 1000, un’impresa riuscita finora solo a Novak Djokovic. Ci è riuscito a 24 anni, sette in meno rispetto a Djokovic. Converse e Nike, che ha firmato con Sinner un accordo decennale da oltre 150 milioni di dollari, hanno colto il momento non solo per celebrare l’atleta, ma per legare l’annuncio del revival di una silhouette al peso culturale dell’occasione. È un esempio limpido di brand storytelling: una sneaker con 90 anni di storia, reintrodotta attraverso uno dei momenti sportivi più emblematici del 2026.
















