20 designer indipendenti della Milan Design Week che devi assolutamente conoscere

20 Independent Designers You Need to Know From Milan Design Week
Courtesy of Patrice Lortz

Sì, è passato un mese da quando eravamo lì. Ma abbiamo passato questo tempo a riprenderci, a metabolizzare le nostre impressioni e a leggere quelle degli altri. E con tutto questo in mente, ci è sembrato che il miglior antidoto alla sensazione che «la Milan Design Week sia ormai invasa dai brand» fosse condividere il lavoro di alcuni designer indipendenti che si sono presentati lì investendo di tasca propria.

Dopo aver setacciato la città alla loro ricerca e riempito i rullini del telefono con foto dei loro lavori, ecco 20 designer indipendenti da conoscere assolutamente da questa Milan Design Week. Di niente.


Jesse Butterfield

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Americano a Londra, Jesse è sul nostro radar già da un po’. Il suo lavoro spazia tra design e ricerca e spesso si traduce in una pratica allo stesso tempo curiosa e guidata dal processo. Nel 2023 ha anche co-fondato Computer Room, un collettivo di design a vocazione di ricerca, insieme ai designer londinesi Andu Masebo e Charlie Humble-Thomas.

@jesse__butterfield

Jane Wright

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Non sapevamo di avere bisogno di un tappeto in pelle finché non abbiamo visto il lavoro di Jane. Esposta accanto a Jesse ad Alcova, Jane ha portato in scena il suo lavoro con merletti e tessuti, fondendo motivi contemporanei con lavorazioni artigianali tradizionali.

@wright_jane_

MA-MA

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Composto da tre sorelle, MA-MA è uno studio con base tra New York e Los Angeles fondato da Sanam, Laylee e Safura Salek, che mettono insieme esperienze in studi di punta come OMA e BIG. Hanno fondato MA-MA nel 2018 e da allora progettano arredi letteralmente trasformativi – come questa chaise longue che, con un movimento estremamente appagante, si estende fino a diventare un daybed.

@ma.ma.nyc

304.Cage

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


304.Cage ha sede a Rotterdam ed è stato fondato nel 2023 da Bram Schlangen. A catturare la nostra attenzione è stato il grande daybed quadrato dello studio. Pensato per apparire «ostile» a un primo sguardo, per via dell’estetica volutamente dura, in realtà è un morbido cuscino nero impresso con pattern progettati in collaborazione con l’artista Chun.

@304.cage

Théophile Blandet

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Théophile Blandet è un designer e artista francese che lavora nei Paesi Bassi. Come ci si può aspettare da un diplomato alla Design Academy Eindhoven, il suo lavoro è guidato dal concetto e dà vita a oggetti che sfuggono a qualsiasi tentativo di catalogazione, come la lampada «Fluid», che si accende tramite un dispositivo a iniezione.

@theophileblandet

Teo Rhe

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Teo Rhe è un designer multidisciplinare coreano con base nei Paesi Bassi. Quest’anno ha presentato sia i suoi progetti sia quelli di altri tramite la sua piattaforma Bureau Parso. Attribuendo grande valore alle proprie ricche esperienze culturali, intreccia tecniche artigianali moderne e tradizionali per creare arredi e illuminazione.

@teo.rhe

Sheyang Li

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Insieme a Teo Rhe, Sheyang Li dirige Bureau Parso. Il suo approccio scultoreo e manuale è sostenuto da una formazione in ingegneria, con la sperimentazione sui materiali al centro di gran parte del suo lavoro. Il suo modo unico di lavorare il metallo spicca in un mare di acciaio lucido e impeccabile, grazie a come lo stratifica e lo combina per ottenere qualcosa di totalmente inaspettato da questo materiale.

@_sheyang_

CWR Studio

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Anche se il lavoro di Christoph Wimmer-Ruelland è composto da oggetti trovati, non lo si coglie subito: l’esecuzione è talmente raffinata che serve uno sguardo più attento. Evitando l’uso di colla o viti, ha iniziato a studiare i nodi per tenere insieme gli elementi. Curiosamente, la sua ricerca l’ha portato nei forum degli appassionati di Doomsday prepping, dove la community gli ha insegnato come eseguire nodi specifici capaci di rendere i pezzi incredibilmente solidi e durevoli, e allo stesso tempo facilmente smontabili senza danni.

@wimmrue

Soft Baroque

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Siamo ossessionati da tempo dall’approccio fantastico di Soft Baroque, quindi è stato un piacere vederli con una personale a Milano quest’anno. Realizzata insieme alla galleria belga Uppercut, la «Ghost Kitchen» occupava uno spazio espositivo al piano inferiore che lo studio (composto da Saša Štucin e Nicholas Gardner) aveva trasformato in un piccolo appartamento, completo di arredi e di un’area cucina su misura.

@soft_baroque

Serim Kwack

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


La curatrice Valentina Ciuffi ha descritto il lavoro espressivo sul vetro di Serim Kwack come «quasi pittorico», inserendolo nella sua mostra «Romance of Fragility» Delvis (Un)Limited. Il lavoro di Kwack utilizza lastre di vetro industriale di recupero per creare impronte leggere di oggetti quotidiani, trattando il materiale come un’ode alla banalità preziosa della vita quotidiana.

@serim_kwack

Akiyama Ryota

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Akiyama Ryota faceva parte di una delle migliori mostre che abbiamo visto durante i giorni a Milano. Con base a Mashiko, in Giappone, Akiyama ha presentato una collezione ispirata a un metodo di imballaggio usato dagli scalpellini giapponesi, che fissano gli oggetti insieme usando solo corde. Il progetto, intitolato «Looping», proponeva pezzi di arredo completi rifiniti con corde avvolte attorno alla struttura, a creare un dettaglio grafico che ne disegna il contorno.

@ryotaakiyama01

Studio Booboon

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Studio Booboon è uno studio di design multidisciplinare fondato dalla designer coreana Jisu Yun e dal designer britannico Richard Bone. Il nome deriva dalla parola coreana «booboon» (부분), che significa dettaglio o parte di qualcosa. La collezione presentata a Milano è realizzata con scarti e materiali in surplus, trasformati in pezzi di arredo attraverso un approccio che loro stessi definiscono «3D marquetry».

@studiobooboon

Niels Raoul Boone

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Questo lavandino blu è esattamente come lo sogniamo. In realtà, lo è qualsiasi cosa firmata Niels Raoul Boone. Il designer incide pattern onirici sulla superficie di arredi in metallo, che di solito assumono forme elaborate e ornamentali. Un vero mago della lavorazione del metallo.

@nielsraoulboone_

Rumba Bor

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Il lavoro dello studio thailandese Rumba Bor si ispira all’estetica del quotidiano, del banale. Fondato da Rumpa Paweenpongpat, lo studio parte da oggetti industriali o dimenticati — come il loro celebre sgabello Choei, riportato in vita da uno stampo di fabbrica dismesso — e li ricontestualizza attraverso nuovi materiali e nuove modalità di confezionamento.

@rumba.bor

Patrice Lortz

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Non abbiamo letteralmente mai visto una candela complessa come questa. Firmate da Patrice Lortz, product designer e artista CGI francese, sono pensate per sfumare il confine tra oggetto fisico e oggetto virtuale, citando nelle forme la torta di compleanno, il candelabro e il bouquet di fiori.

@patricelortz

Lucie Gholam

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


La designer-maker franco-libanese Lucie Gholam fonde antiche tecniche artigianali con il design contemporaneo. La sua pratica, fortemente orientata alla sostenibilità, esplora spesso la possibilità di lavorare con materiali più circolari e riutilizza abitualmente scarti dell’edilizia per mettere in discussione i nostri modi di costruire e il nostro rapporto con oggetti e spazi.

@luciegholam

LS Gomma

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Il lavoro di LS Gomma (alias Joel Muggleton) con la gomma l’ha reso un nome fisso nelle nostre liste. Dal suo studio parigino lavora soprattutto con gomma poliuretanica e rete metallica, realizzando tutto a mano: ogni pannello di gomma artigianale diventa un quadro spaziale che è il cuore della sua pratica. Questo materiale è ormai la sua firma, e lo si poteva vedere sia al Salone Raritas sia in una personale ospitata da Uppercut.

@ls.gomma

Napalosa

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Abbiamo scoperto il lavoro di Napalosa quando le sue lampade pelose sono comparse nei nostri feed. Da allora ne siamo dipendenti e seguiamo da vicino la crescente popolarità dello studio, fondato nel 2021 da Nelly Bellegarde e con base ad Anversa, in Belgio.

@Napalosa

Electric Architects

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Se Milano è un termometro attendibile, si potrebbe dire che il fumo è decisamente tornato. Forse è proprio l’aria milanese a ispirare i designer verso progetti legati al fumo, ma una certa ricorrenza tematica c’era eccome. Uno di questi progetti è firmato Electric Architects, che ha creato una serie di oggetti per fumatori raccolti sotto il nome «The Vice». Il nostro preferito? The Vice Sentinel, un posacenere oversize dalle molte braccia.

@electricarchitects

Joshi / Greene

20 designer indipendenti della Milan Design Week da conoscere subito


Trasformando un’idea semplice in un dettaglio architettonico, Joshi / Greene hanno presentato il loro Rail System nella cornice domestica della mostra Convey. Il binario che percorre tutta la lunghezza della stanza è progettato per accogliere accessori coordinati — tra cui specchio, mensole, seduta, orologio, vaso e appendiabiti — trasformando l’ambiente un oggetto alla volta.

@joshi_greene

Alice Morby Managing Editor, Hypeform

Alice Morby is a writer and editor based in London. She has spent the past decade writing for some of the world’s leading design and architecture magazines. Alice previously held editor positions at both Dezeen, and Wallpaper*, and has had bylines in major publications including Domus, The Spaces, Design Anthology, and The Guardian. At Hypebeast, she leads on all content relating to design and architecture, and grew the platform's first dedicated design vertical Hypeform.

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