SHINYAKOZUKA dipinge un “watercolour path” a Milano per la SS27
Attraverso una lente sfocata ma profondamente romantica.
Riassunto
- La SS27 di SHINYAKOZUKA si è svelata come “watercolour path”, fondendo visione sfocata e memoria nostalgica in un racconto di moda
- Copricapi d’avanguardia, denim vissuto e stampe ad acquerello hanno definito un’estetica eterea ma saldamente ancorata alla realtà
- Le collaborazioni con Dickies, Lee, Oofos, Kijima Takayuki, Stephen Jones e Tsuchiya Kaban punteggiano l’intera collezione
Appena i presenti hanno messo piede sul prato assolato del giardino scelto per la sfilata Spring/Summer 2027 di SHINYAKOZUKA, sono stati immediatamente risucchiati in eteree tele viventi intitolate “watercolour path, watercolour path, watercolour path”. Ribattezzata anche Issue #10, la collezione vede il designer Shinya Kozuka rallentare per assaporare il romanticismo ovattato di una vista non corretta — una svolta concettuale nata da una rovinosa caduta su un marciapiede italiano che gli è costata una lente a contatto, ma gli ha regalato la profonda ispirazione di un paesaggio colante, fuori fuoco.
Questo ricordo e questa distorsione sensoriale hanno fatto da perno all’intera proposta, con le modelle che fluttuavano tra i fili d’erba indossando copricapi d’avanguardia in filo metallico, sospesi attorno ai volti come leggere volute di fumo o bolle di vetro. Sulle note ipnotiche della colonna sonora di Homecoming, l’atmosfera ha cristallizzato con grazia il peso emotivo delle reunion d’infanzia, invitando il pubblico a guardare la moda attraverso il filtro di una finestra condivisa in cui linee e confini si sciolgono dolcemente.
Questa filosofia impressionista ha guidato direttamente i capi, dando vita a un guardaroba di tagli destrutturati ispirati al pigiama e volumi fluidi e oversize. Ampie casacche, pantaloni ultra-wide e camicie leggere abbottonate diventano tele in movimento, esaltate in particolare da look con stampe ad acquerello “colanti”, dove vivide pennellate di teal, blu ed emerald saturano e accendono gli orli inferiori.
Motivi aviari svolazzano in tutta la collezione, con passeri minuziosamente illustrati in pieno volo che punteggiano cardigan in maglia color crema e camicie verde menta. Kozuka bilancia con maestria questi tessuti leggeri e narrativi con silhouette più ruvide e concrete; denim scolorito e fortemente distressed rende un omaggio letterale alla sua caduta italiana, mentre giacche strutturate in canvas indigo e ruggine mettono in mostra una mano decisa, tra impunture a vista e pannelli grezzi applicati.
La narrazione strutturale si chiude con uno straordinario esercizio di curatela collaborativa, che intreccia l’inconfondibile visione artistica del brand con big globali del lifestyle. Catturati in ricchi primi piani, i look in passerella sono scanditi dal workwear tecnico di Dickies, dalle fondamenta in denim classico di Lee e dal footwear confortevole di Oofos, affiancati da copricapi d’alta scuola sviluppati con Kijima Takayuki e Stephen Jones. Tra gli accessori spiccano borse strutturate in pelle realizzate con Tsuchiya Kaban, divertenti beanie in maglia a forma di cactus verde spinoso e ampi bracciali metallici in stile tribale che stringono al polso maniche dal volume importante.

















