Guarda il cortometraggio che svela il processo creativo di Ufotable per ‘Demon Slayer: Infinity Castle’
Uno sguardo raro al mix tra precisione 2D e innovazione CGI dello studio.
In breve
- Il canale YouTube ufficiale degli Oscar ha pubblicato un cortometraggio dietro le quinte su Demon Slayer: Infinity Castle, che svela da vicino il processo di animazione firmato ufotable
- I vertici dello studio mettono in risalto la precisione del disegno a mano, i visual multilivello e pipeline su misura, che hanno permesso di superare ostacoli di rendering stimati nell’arco di un decennio
L’ufficiale canale YouTube degli Academy Awards ha da poco lanciato un cortometraggio mozzafiato che illumina il dietro le quinte di Demon Slayer: Infinity Castle Film. Dal titolo azzeccatissimo, “The Ufotable Team Breaks Down The Animation of ‘Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Infinity Castle,’”, questo mini‑documentario offre uno sguardo senza precedenti sul film da record del 2025.
Il video, di quasi 10 minuti, mette in evidenza l’incrollabile fedeltà dello studio all’animazione disegnata a mano, in un settore sempre più dominato dal 3DCG. Il direttore dello studio e chief director Hikaru Kondo sottolinea la necessità di una precisione umana “a livello di pixel”, affermando che “ci sono cose che solo un determinato artista può disegnare in un preciso momento”, donando al film una profondità emotiva e una “instabilità” che l’automazione digitale non può replicare.
Sul piano tecnico, il film esplora come ufotable integri in modo fluido l’arte 2D tradizionale con complessi ambienti digitali per costruire l’architettura che sfida la gravità dell’Infinity Castle. Una sequenza di punta mostra lo staff mentre racconta la sfida di animare il ritorno di Akaza, dove la coreografia di battaglia, dinamica e serrata, doveva bilanciarsi con un ambiente surreale e in continua trasformazione. “Volevamo che ogni singolo frame sembrasse vivo, come se il castello stesso respirasse”, racconta un animatore, sottolineando la risonanza tematica dell’arco narrativo.
Il finishing director Yuichi Terao rivela inoltre l’enormità del progetto, spiegando che i calcoli di rendering iniziali per i visual erano stimati in dieci anni di lavoro — un ostacolo superato costruendo una pipeline di produzione su misura per luci e compositing. Questo approccio ad altissima densità stratifica centinaia di livelli per una singola sequenza di tre secondi, creando un livello di dettaglio “sinfonico” che conferisce ai personaggi 2D una profondità tridimensionale tangibile.
Questo spotlight di alto profilo da parte degli Oscar coincide con un exploit storico al box office: Infinity Castle è infatti diventato il primo film giapponese a superare i 700 milioni di dollari (¥100 miliardi JPY) nel mondo. Mostrando metodi “clamorosamente inefficienti” ma superiori dal punto di vista artistico, il video si trasforma in una potente testimonianza della creatività umana, proprio mentre si accendono i dibattiti sull’uso dell’AI nell’animazione. Come primo capitolo di una trilogia che adatta l’arco finale del manga di Koyoharu Gotouge, questo film ha fissato un nuovo standard globale per l’anime cinematografico, e questo dietro le quinte ne consolida ulteriormente lo status di favorito per i principali premi internazionali dedicati all’animazione.

















