Meta e YouTube condannate a pagare 6 milioni di dollari USA in uno storico processo sulla dipendenza da social media

Una giuria di Los Angeles ha ritenuto i colossi tech responsabili di aver progettato apposta piattaforme altamente addictive che hanno danneggiato una giovane utente, creando un precedente legale enorme.

Tech & Gadget
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In sintesi 

  • Mercoledì una giuria di Los Angeles ha emesso un verdetto storico, ritenendo Meta e YouTube di Google responsabili di aver deliberatamente progettato piattaforme di social media dalla forte capacità di creare dipendenza, che hanno danneggiato gli utenti più giovani.

  • La causa, destinata a fare giurisprudenza, è stata intentata da una donna californiana di 20 anni, che ha sostenuto che la natura assuefacente di queste piattaforme abbia contribuito a una grave depressione e a pensieri suicidi quando era ancora minorenne.

  • La giuria ha riconosciuto un totale di 6 milioni di dollari USA tra danni compensativi e punitivi, imponendo a Meta il pagamento di 4,2 milioni di dollari USA e attribuendo a YouTube la responsabilità di 1,8 milioni di dollari USA.

La Big Tech si trova ufficialmente di fronte a un colossale conto con la giustizia. Con una decisione storica che potrebbe ridisegnare il futuro di internet, una giuria di Los Angeles ha emesso un verdetto destinato a fare scuola in un processo molto seguito sulla dipendenza da social media. Dopo settimane di testimonianze serrate—incluse quelle di top executive della tecnologia come Mark Zuckerberg—la giuria ha stabilito che sia Meta sia YouTube di Google sono responsabili di aver intenzionalmente progettato le loro piattaforme in modo da creare dipendenza e risultare dannose per gli utenti più giovani. Questa sentenza monumentale assesta un colpo durissimo all’industria tech e stabilisce un precedente legale di enorme portata per le cause future.

Il caso, assolutamente pionieristico, ruotava attorno a una donna californiana di 20 anni, identificata in tribunale come K.G.M., che ha denunciato come il suo prolungato contatto, da minorenne, con piattaforme come Instagram e YouTube abbia alimentato una forte dipendenza, aggravato la depressione e portato a pensieri suicidi. Schierandosi nettamente con la parte attrice, la giuria ha concluso che le aziende sono state negligenti e hanno creato consapevolmente ambienti digitali dannosi per la salute mentale degli adolescenti.

Sul piano economico, i colossi tech sono stati colpiti duramente. La giuria ha inizialmente riconosciuto alla querelante 3 milioni di dollari USA in danni compensativi, attribuendo il 70% della responsabilità finanziaria a Meta e il restante 30% a YouTube. Il colpo legale si è però fatto ancora più pesante quando la giuria ha stabilito che entrambe le aziende hanno agito con «malizia, oppressione o frode».

A seguito di questa conclusione, sono stati imposti alle società ulteriori 3 milioni di dollari USA in danni punitivi, concepiti per sanzionare la loro condotta. A Meta è stato ordinato di pagare 2,1 milioni di dollari USA in danni punitivi, mentre su YouTube è ricaduta una sanzione di 900.000 dollari USA, portando i totali complessivi a 4,2 milioni di dollari USA per Meta e 1,8 milioni di dollari USA per YouTube. Dopo l’annuncio, un portavoce di Meta ha dichiarato che l’azienda «rispettosamente non concorda» con la decisione della giuria e intende ufficialmente fare ricorso contro il verdetto da 6 milioni di dollari USA, rivendicando il proprio impegno in tema di sicurezza degli adolescenti.

Sebbene questo specifico processo si sia concluso, la battaglia legale è tutt’altro che finita. In quanto caso campione di importanza cruciale, questo verdetto storico è destinato ad aprire la strada e a influenzare le migliaia di cause analoghe legate alla dipendenza da social media attualmente pendenti in tutto il Paese.

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