Come Phoebe Philo ha superato i 40 milioni di dollari di vendite nel 2025
L’acclamata designer, con il suo brand indipendente, ha triplicato in silenzio i ricavi al secondo anno di attività.
Secondo un documento depositato il 30 dicembre presso la Companies House del Regno Unito, l’omonimo brand della designer Phoebe Philo ha superato i 40 milioni di dollari USA — un traguardo sorprendente per il marchio, lanciato appena due anni fa.
Come fa, dunque, un’etichetta senza boutique fisiche né sfilate in passerella a crescere in modo così impressionante? La risposta sta nell’eredità consolidata della designer e nel suo approccio profondamente consapevole.
Dopo aver ricoperto il ruolo di creative director presso le maison francesi Chloé e Celine negli anni Duemila, il lavoro di Philo le è valso un seguito di culto che ancora oggi fa lievitare il valore delle sue prime creazioni. Per anni, nei corridoi dell’industria si è speculato sulle sue prossime mosse: si sarebbe ritirata? Avrebbe preso le redini di un’altra maison? Dopo la fine del suo incarico da Celine nel 2017, ha preferito defilarsi, lasciando tutti col fiato sospeso fino all’annuncio del suo brand nel febbraio 2021.
Tuttavia, anche dopo il lancio del marchio, la designer non è partita in quarta. Solo nell’ultimo trimestre del 2023 è emersa la sua debut Collection A, con un approccio dichiaratamente digital-first. Fino ad oggi, con la Collection D, non è stata aperta alcuna boutique fisica; nel 2024, però, è iniziata la distribuzione wholesale con retailer selezionati come Bergdorf Goodman, Dover Street Market e Galeries Lafayette. Nel 2025, il brand ha infine annunciato i piani per il suo primo store a Mayfair, a Londra. Eppure, nel frattempo, l’etichetta è riuscita a triplicare il fatturato anno su anno.
Non sorprende più di tanto che Philo abbia trovato un successo così unico, considerando l’aura di nostalgia che avvolge i suoi anni da Chloé e da Celine. In un settore il cui pubblico principale è femminile, lei resta una delle poche creative director donna di pari statura. Sebbene si stimi che il 74% degli studenti di moda siano donne, solo il 12% dei creative director è donna. Eppure non c’è dubbio che siano le donne a sapere meglio di chiunque altro cosa le donne desiderano indossare — un punto chiave alla base della popolarità di Philo.
Anche rapper uomini di grande influenza hanno avallato il suo lavoro: da Ye, che a Coachella 2011 si è fatto notare con una blouse Celine firmata Philo, al ritornello “Celine bag” di A$AP Ferg nella hit “Jet Lag”, fino ad A$AP Rocky, apparso nel 2025 in full Celine con una Phantom bag d’archivio disegnata da Philo.
Sia i rapper sia le donne hanno manifestato una forte ammirazione per le creazioni di Philo, ma oggi il suo nome va ben oltre il legame con Celine, man mano che il suo brand eponimo decolla. Con marchi affini guidati da donne, come The Row delle Olsen e la Bottega Veneta di Trotter, attualmente in vetta, l’identità visiva poetica e minimalista di Philo è arrivata perfettamente a tempo per la stagione del “quiet luxury”. Grazie alla partecipazione di minoranza di LVMH e alla presenza di Delphine Arnault nel consiglio di amministrazione, il marchio può contare anche sul sostegno istituzionale dell’establishment della moda.
Ciò che Phoebe Philo ha ben chiaro è il potere di muoversi lentamente e in silenzio in un ambiente assordante, saturo di nuovi marchi, collaborazioni e attivazioni di marketing. Il suo brand rappresenta un case study esemplare sulla delicata transizione da creative director di una maison storica a fondatrice di una casa pensata esclusivamente per la propria visione. E tutti i segnali indicano che Philo sia destinata a emergere vincente, consolidando consapevolmente la propria eredità in uno dei settori più veloci al mondo.

















