Sommario
Stephen Curry raggiunge l'accordo per un'estensione contrattuale biennale da 116 milioni di dollari con i Golden State Warriors
Lo storico accordo porta i guadagni garantiti in carriera di Curry a circa 650 milioni di dollari
Curry accetta una riduzione di oltre 20 milioni di dollari per garantire alla franchigia una flessibilità vitale in termini di salary cap
Stephen Curry blinda il suo futuro e continua la sua avventura nella Bay Area. La superstar trentottenne ha accettato un sostanzioso rinnovo contrattuale con i Golden State Warriors, una mossa annunciata ufficialmente dalla franchigia. Valutato 116 milioni di dollari in due anni, secondo ESPN, l’accordo assicura che il giocatore simbolo di questa era rimanga esattamente dove ha iniziato. Si prepara ad affrontare la sua diciottesima stagione in NBA, giocata esclusivamente con la maglia degli Warriors. Il contratto include anche un’opzione a favore del giocatore per la stagione 2028-29.
L’entità di questo rinnovo riscrive la storia finanziaria della lega. L’accordo spinge Stephen Curry sempre più in alto, portandolo a circa 650 milioni di dollari di guadagni garantiti in carriera, il totale più alto nella storia dell’NBA. Attualmente si conferma il giocatore più pagato del campionato, con uno stipendio blindato di 62,6 milioni di dollari per la stagione 2026-27. Secondo quanto riportato da ESPN, il suo impatto sul salary cap sarà di 55,7 milioni di dollari per la stagione 2027-28.
Nonostante i record di incassi, l’iconica guardia ha scelto deliberatamente di ridursi l’ingaggio per mantenere la sua squadra competitiva. Stephen Curry avrebbe potuto guadagnare quasi 137 milioni di dollari nel biennio se avesse richiesto la cifra massima. Al contrario, ha accettato di buon grado una decurtazione di oltre 20 milioni di dollari rispetto al massimo salariale a cui aveva diritto. Questa scelta garantirà ai Golden State Warriors un’immediata flessibilità nel salary cap. Si tratta di un sacrificio finanziario che cambia le prospettive della squadra, privilegiando la costruzione di un roster in grado di puntare al titolo attorno alla propria stella assoluta, piuttosto che massimizzare il suo compenso personale.
Un simile livello di dedizione non fa che consolidare ulteriormente il suo status all’interno dell’organizzazione. Dopo l’annuncio ufficiale, il general manager degli Warriors, Mike Dunleavy, ha sottolineato la portata inestimabile dell’impatto della guardia. Dunleavy ha dichiarato di non credere che nella storia dello sport professionistico ci sia mai stato un volto migliore di Curry per rappresentare una franchigia.