Sommario
La terza sfilata di Simone Bellotti per Jil Sander mirava a infondere fragilità e vulnerabilità nel DNA minimalista del brand.
Incentrata su cappotti, pantaloni e gonne a matita, la collezione giocava con arricciature, orli a bolla e una sartoria volutamente imperfetta, accostati a tessuti leggeri e nuance calde e neutre, rendendo l’etichetta immediatamente più accessibile.
Alla sfilata Primavera/Estate 2027 di Jil Sander, il 23 settembre, le modelle sembravano appena investite da una folata di vento o scese dal letto. Per la sua terza sfilata alla guida della maison milanese, il direttore creativo Simone Bellotti si è posto l’obiettivo di introdurre fragilità e vulnerabilità nelle silhouette più emblematiche di Jil Sander, perché «il minimalismo è diventato così mainstream».
Presentata nella storica sede di Piazza Castello a Milano, la nuova collezione esplora movimento, ritmo e trasformazione, bilanciando un minimalismo nitidissimo e una sartorialità precisa con pieghe intenzionali, texture morbide e una fluidità spontanea. La collezione di Bellotti si apre con capi archetipici di Jil Sander — pantaloni a zampa, camicie leggere con colletto e abiti-maglioncino a rombi — per poi crescere fino alla rottura: trench oversize arricciati in vita, blazer dalle pieghe volute e colletti delle camicie che spuntano sopra i revers delle giacche. Segue un senso di liberazione: abiti morbidi e voluminosi, drappeggiati come lenzuola, décolleté asimmetriche, gonne a tubino materiche con paesaggi giapponesi e borse geometriche.
La collezione PE 2027 sovverte l’uniforme tradizionalmente essenziale e autorevole del marchio, introducendo un tocco di vulnerabilità e un’eleganza leggermente disallineata. Partendo da capi classici come cappotti, pantaloni e gonne a tubino, Bellotti inserisce deviazioni intenzionali: giacche abbottonate fino in alto, arricciature sperimentali in vita e abiti dall’orlo a palloncino. Consapevole che queste proporzioni d’avanguardia potrebbero non valorizzare chiunque, Bellotti radica la collezione in una sensibilità più accessibile grazie a tessuti leggeri, una palette di colori neutri e caldi e imperfezioni studiate.