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La Formula 1 si prepara a imporre motori V8 turbo da tre litri per la stagione 2030, dopo una rivolta quasi unanime dei piloti.
Il nuovo regolamento punta a tagliare 110 libbre dalle power unit, spingendo al tempo stesso la potenza complessiva oltre la soglia dei 1.000 cavalli.
Il turbocompressore più piccolo funziona anche come silenziatore “improvvisato”, così da rispettare i severi limiti di rumore imposti dai moderni circuiti cittadini.
La Formula 1 sta preparando una correzione di rotta per la stagione 2030: in risposta alle proteste della griglia, si appresta a rendere obbligatori i motori V8 turbo da tre litri. La decisione arriva dopo una rivolta quasi unanime dei piloti contro le imminenti norme sulle unità motrici del 2026. Questa svolta ridisegna la traiettoria del campionato, allontanandosi dall’impianto regolamentare sui motori del 2026 che aveva convinto Audi, Cadillac e Ford a entrare nel paddock del mondiale. Rivedendo il progetto proprio mentre nuovi costruttori si uniscono alla categoria, la serie sceglie di privilegiare la soddisfazione dei piloti e la riduzione del peso delle vetture rispetto alla stabilità della sua imminente era ibrida.
Al centro del cambiamento regolamentare del 2030 c’è l’obiettivo di ridurre il peso. La Formula 1 punta a togliere 110 libbre al peso complessivo dell’unità motrice, intervenendo direttamente sulla massa dei propulsori del 2026, vincolati a un peso minimo di 407 libbre. I regolamenti sui motori del 2030 manterranno una certa quota di elettrificazione, con una batteria più piccola abbinata a un motore elettrico da 134 CV.
Il ritorno alla configurazione a otto cilindri richiama la storia del motorsport, ma con la forza della tecnologia moderna. La Formula 1 ha imposto per l’ultima volta i V8 dal 2006 al 2013, utilizzando propulsori aspirati capaci di erogare oltre 750 CV prima di essere dismessi. Le specifiche del 2030 consentiranno ora ai costruttori di superare la soglia dei 1.000 CV, combinando un turbocompressore con 17 anni di conoscenze tecniche. Per sfruttare ulteriormente questa potenza, la Formula 1 sta inoltre discutendo l’eventuale introduzione, per il 2030, di un sistema push-to-pass in stile IndyCar.
Raggiungere questa curva di potenza richiede di muoversi entro rigidi limiti ambientali. Il turbocompressore del 2030 è più piccolo dell’attuale sistema di sovralimentazione e la sua presenza rappresenta un compromesso, perché svolge la funzione di silenziatore improvvisato. Questa soluzione progettuale risponde direttamente alle restrizioni acustiche imposte dai moderni circuiti cittadini e riflette la continua difficoltà della categoria nel conciliare il rumore dei motori con i severi limiti di decibel del suo calendario in evoluzione. Pur con la turbina nello scarico che agisce da silenziatore, si prevede che i nuovi motori del 2030 saranno più rumorosi.