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UEFA sta preparando in Svizzera denunce per gestione illecita contro il presidente della FIFA Gianni Infantino, legate a una proposta di investimento da miliardi di dollari poi accantonata.
L’organo di governo del calcio europeo ha presentato istanze di discovery presso i tribunali federali statunitensi per ottenere testimonianze e documenti da soggetti collegati all’accordo.
Mentre l’ipotesi di un boicottaggio immediato dei tornei è stata messa in stand-by, UEFA ha confermato l’intenzione di sostenere uno sfidante alle prossime elezioni per la leadership della FIFA.
La lotta di potere in corso tra gli organismi che governano il calcio mondiale è appena sfociata in un duro scontro legale. La UEFA si sta preparando a presentare denunce penali in Svizzera contro il presidente della FIFA, Gianni Infantino. La possibile azione legale ruota attorno a presunte irregolarità nella gestione, ai sensi dell’articolo 158 del Codice penale svizzero. Questa clamorosa iniziativa segue il recente naufragio del piano FIFA Forward Enterprise. Infantino aveva proposto di trasferire in una nuova società controllata i diritti commerciali legati alla Coppa del Mondo e al Mondiale per Club, per poi cederne il 20 per cento a un gruppo di investitori per 4,2 miliardi di dollari. La UEFA e diverse federazioni affiliate si sono opposte con fermezza all’operazione.
Per sostenere la propria azione, la UEFA ha presentato negli Stati Uniti istanze di discovery. Questi atti consentono a soggetti stranieri di richiedere a società americane documenti e testimonianze pertinenti a procedimenti legali all’estero. Le istanze puntano a ottenere informazioni dalle controllate della FIFA e da Thrive Capital. Il fondatore di Thrive Capital, Joshua Kushner, avrebbe dovuto essere il principale investitore dell’accordo, molto controverso. Gli avvocati della UEFA hanno definito la strategia commerciale poi abbandonata una clamorosa violazione dei doveri, elaborata aggirando le consuete procedure di governance. Secondo gli atti giudiziari, Infantino avrebbe sviluppato l’iniziativa in segreto con una ristretta cerchia di consiglieri, escludendo completamente il Consiglio FIFA ufficiale.
Le discrepanze finanziarie sono un elemento centrale dell’imminente causa in Svizzera. La UEFA sostiene che l’investimento di 4,2 miliardi di dollari implicasse una valutazione aziendale assurdamente bassa, di appena 20 miliardi di dollari, per i tornei più redditizi dello sport internazionale. Gli atti legali sottolineano che il prezzo non è mai stato sottoposto a un’asta aperta né vagliato da esperti finanziari indipendenti. Al contrario, valutazioni di mercato indipendenti indicano che è facilmente sostenibile una stima di base superiore ai 30 miliardi di dollari. L’organo di governo europeo ha inoltre evidenziato un incentivo di 40 milioni di dollari che, secondo quanto riferito, sarebbe stato offerto alle federazioni affiliate per ottenere rapidamente l’approvazione della ristrutturazione.
Le conseguenze della vicenda gettano un’ombra pesante sul futuro immediato della governance del calcio internazionale. Sebbene la UEFA abbia accantonato la minaccia di boicottare le prossime competizioni mondiali, dopo aver ottenuto garanzie che lo scorporo commerciale non sarebbe stato riproposto, la fiducia tra le istituzioni resta profondamente compromessa. L’organizzazione ha dichiarato pubblicamente che unirà le forze con le confederazioni partner per assicurare alle federazioni affiliate un’alternativa credibile alla guida della FIFA. Questo fronte comune garantisce che Infantino avrà davanti un avversario temibile quando a marzo si terranno le elezioni per la presidenza della FIFA. Il conflitto mette in luce una profonda frattura culturale e operativa su come l’industria sportiva globale monetizzi i suoi asset più preziosi.