Timothée Chalamet diventa socio di minoranza dell’orologiaio indipendente Urban Jürgensen
L’attore porta la sua passione per l’orologeria nella storica maison svizzero-danese, entrando con una quota azionaria e un ruolo ufficiale di consulente creativo.
Timothée Chalamet diventa socio di minoranza dell’orologiaio indipendente Urban Jürgensen
L’attore porta la sua passione per l’orologeria nella storica maison svizzero-danese, entrando con una quota azionaria e un ruolo ufficiale di consulente creativo.
In breve
- Timothée Chalamet è entrato ufficialmente in Urban Jürgensen, celebre orologiaio indipendente, in qualità di partner, acquisendo una partecipazione azionaria di minoranza nella società.
- Questa mossa segna la prima collaborazione formale di Chalamet con una maison e il suo primo ruolo azionario in un brand, trasformando il suo rapporto da semplice collezionista appassionato a consulente creativo per le iniziative future.
- Chalamet è stato un sostenitore di grande visibilità del marchio, recentemente rilanciato dopo 253 anni di storia, indossando spesso il suo Urban Jürgensen UJ-2 in platino da 131.000 dollari durante il press tour per il ruolo che gli è valso il Golden Globe in Marty Supreme
Timothée Chalamet rende ufficiale la sua passione profondamente radicata per l’orologeria indipendente. Dopo aver catalizzato l’attenzione della community degli orologi indie sfoggiando più volte un raro segnatempo Urban Jürgensen sul red carpet, l’acclamato attore è entrato ufficialmente come partner nello storico orologiaio svizzero-danese. Con l’acquisizione di una partecipazione azionaria di minoranza nella società di proprietà della famiglia Rosenfield, per la prima volta Chalamet assume un ruolo formale di partnership e di ownership, passando da collezionista devoto a consulente creativo coinvolto in prima linea.
La partnership è nata in modo naturale da una comune ammirazione per un artigianato senza compromessi. Chalamet entra in azienda al fianco di un ristretto gruppo di investitori esterni strategici che, insieme al maestro orologiaio Kari Voutilainen e alla famiglia Rosenfield, hanno contribuito a orchestrare il tanto atteso rilancio nel 2025 del marchio con 253 anni di storia. In una dichiarazione diffusa sui social, Chalamet ha raccontato che questa collaborazione gli sembra «più una partnership creativa che una tradizionale operazione di endorsement», scegliendo consapevolmente di superare il classico schema celebrity–brand ambassador a favore di un’affinità autentica.
Chalamet, il cui interesse per l’orologeria artigianale è stato inizialmente acceso da un regista che ammira, considera questa arte meticolosa molto vicina alla propria professione. Ha descritto sia l’orologeria che il cinema come forme di espressione profondissime: una si sviluppa su un gigantesco schermo IMAX, l’altra nelle dimensioni iper-compatte di una cassa. Il CEO di Urban Jürgensen, Alex Rosenfield, ha condiviso questa visione, sottolineando come il marchio sia rimasto subito colpito dalla profonda curiosità e dal rispetto autentico di Chalamet per il mondo dell’orologeria indipendente.
La partnership sancisce ufficialmente un rapporto che il pubblico ha visto evolversi nell’ultimo anno. Dal New York Film Festival alla vittoria come Miglior Attore all’83ª edizione dei Golden Globe, fino alla sua apparizione agli Oscar, Chalamet ha sostenuto con costanza il marchio, scegliendo il suo fidato UJ-2 in platino al posto delle più convenzionali proposte di lusso. Questo suo modo discreto di esibire un orologio artigianale con scappamento naturale a doppia ruota ha portato una visibilità senza precedenti al segmento più elitario dell’orologeria indipendente.
Mentre Urban Jürgensen prosegue il suo ritorno trionfale in prima linea nell’haute horlogerie, il nuovo ruolo di Chalamet come consulente creativo promette di innestare una prospettiva fresca e contemporanea nella maison, restando al contempo strenuamente fedele alle sue radici artigianali. Con futuri progetti e iniziative collaborative già in cantiere, questa partnership si prepara a colmare alla perfezione il divario tra l’orologeria svizzero-danese più tradizionale e il contemporaneo immaginario culturale.
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