Thom Yorke e Stanley Donwood portano a Venezia la mostra “No Go Elevator”
Inaugurazione a maggio a Venezia.
In sintesi
- Gli artisti Thom Yorke e Stanley Donwood presenteranno a Venezia, dal 6 maggio al 7 giugno, una nuova mostra intitolata “No Go Elevator (not without no keycard)”.
- La mostra presenta inediti disegni a inchiostro e dipinti di grande formato, segnando un’evoluzione folgorante nella collaborazione trentennale del duo.
- Allestito a Castello 2432, il progetto mette in primo piano elementi testuali criptici e paesaggi inquietanti che si sviluppano a partire dal loro iconico immaginario visivo per Radiohead e The Smile.
In sintonia con l’atmosfera della Biennale di Venezia 2026, “No Go Elevator (not without no keycard)”, il progetto firmato da Thom Yorke dei Radiohead e Stanley Donwood, inaugurerà in uno spazio espositivo dedicato sulle Fondamenta dei Penini. La mostra, molto attesa, sarà visitabile dal 6 maggio al 7 giugno e spalancherà al pubblico le porte di un universo cupo ma magnetico. Il corpus di opere comprende delicati lavori a inchiostro, spesso segnati da macchie improvvise e interventi correttivi con Wite-Out, che ritraggono paesaggi isolati e sconfinati e strutture simili a ziggurat. Come sottolinea Donwood, la componente testuale resta centrale nell’esperienza: i visitatori troveranno sul flyer una lista di parole accuratamente selezionate che funziona come una tracklist concettuale, guidandoli attraverso questo territorio criptico.
Questa incursione veneziana segue la grande retrospettiva del 2025 all’Ashmolean Museum, intitolata “This Is What You Get”. Quell’ampia mostra istituzionale ripercorreva oltre trent’anni della loro collaborazione, tracciando una timeline creativa iniziata con l’album della consacrazione dei Radiohead del 1995,“The Bends”. Conosciutisi ai tempi dell’università come studenti d’arte all’Exeter University, i due creativi hanno costantemente forzato i confini tra linguaggi sonori e arti visive. Le prime collaborazioni si basavano fortemente sulla manipolazione digitale e sulla scansione di azioni dinamiche. I lockdown della pandemia, però, hanno innescato una svolta radicale nel loro processo condiviso: il duo ha iniziato a dipingere fianco a fianco in un container nel giardino oxfordiano di Yorke, abbandonando i tablet digitali a favore della tattilità della gouache e di enormi tele.
Se in passato le loro collaborazioni erano incentrate sulla composizione simultanea durante le sessioni di registrazione diThe Smile, il frontman dei Radiohead definisce queste ultime opere come una svolta definitiva verso un nuovo linguaggio visivo, presentato senza alcun contesto sonoro preesistente. Il musicista, oggi celebratissimo, ammette apertamente la sua iniziale resistenza all’etichetta di “artista visivo”, ricordando le rigide barriere dell’industria musicale degli anni Novanta. Ora che ha abbracciato pienamente il mezzo, Yorke e Donwood affrontano la tela bianca come un campo di battaglia paritario: alternandosi nella manipolazione dello stesso spazio fisico finché uno dei due non prende il controllo definitivo, costruiscono paesaggi profondi e stratificati. Ospitata aCastello 2432, questa nuova mostra abbandona la “protezione” del packaging discografico e proietta il loro complesso mito collaborativo direttamente nella sfera della grande arte contemporanea internazionale.
Castello 2432
Fondamenta dei Penini, Venezia



















