In sintesi
- La Città del Vaticano ha svelato gli artisti protagonisti del prossimo padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia di quest’anno
- La selezione riunisce 25 musicisti, poeti, architetti, registi e artisti che esplorano il potere contemplativo del suono
Il Padiglione della Santa Sede della Città del Vaticano accoglierà alcuni dei maggiori talenti della musica con una presentazione interamente dedicata al suono, alla Biennale di Venezia del prossimo mese, con opere di FKA Twigs, Dev Hynes, Brian Eno e Patti Smith.
A cura di Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, la mostra, intitolata The Ear is the Eye of the Soul si ispira alla vita e all’eredità di Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, badessa medievale, poetessa, guaritrice e compositrice, venerata anche come patrona di scrittori e musicisti. «La mostra assume la forma di una preghiera sonora», si legge nel testo di presentazione, «un invito all’atto contemplativo dell’ascolto».
La mostra si articolerà a Venezia in due sedi: il Mystical Garden of Discalced Carmelites a Cannaregio e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello. Il Garden ospiterà nuove commissioni sonore di Twigs, Eno e del regista Jim Jarmusch che mettono in dialogo i canti, gli scritti e le visioni di Ildegarda. Un’installazione strumentale site-specific di Soundwalk Collective, il collettivo co-organizzatore, si sintonizza con i suoni del convento seicentesco e dei suoi giardini. Una serie di installazioni di campanelli eolici firmate da Precious Okoyomon completerà il percorso.
Dall’altra parte della città, il complesso di Castello reimmagina gli antichi “scriptorium”, le sale medievali in cui gli amanuensi copiavano e miniavano i manoscritti, attraverso uno sguardo contemporaneo. Al centro di questo spazio si erge l’ultima opera dell’autore e regista tedesco Alexander Kluge, descritta dagli organizzatori come «un’imponente installazione di film e immagini a 12 stazioni che si dispiega in tre ambienti». Poco distante, Tatiana Bilbao presenterà un nuovo progetto di architettura monastica accanto a un archivio vivente di testi multilingue, sulla scia della presentazione del padiglione alla Biennale Architettura 2025.
Tra gli altri nomi in mostra figurano Otobong Nkanga, Ilda David, Kali Malone, Moor Mother e Holly Herndon & Mat Dryhurst. The Ear is the Eye of the Soul sarà visitabile a Venezia dal 9 maggio al 22 novembre.