Lo chef di Noma René Redzepi si dimette dopo oltre vent’anni al comando
La celebre icona della cucina lascia il suo ruolo mentre gli sponsor aziendali interrompono le collaborazioni con il pop-up californiano sold out del ristorante, in seguito alle accuse di abusi sul lavoro.
In breve
- René Redzepi ha ufficialmente lasciato il ruolo di chef del rinomato ristorante di Copenhagen
- Le dimissioni arrivano a seguito di una violenta ondata di critiche e della pubblicazione di inchieste che raccontano gravi abusi sul posto di lavoro
- Ex dipendenti e attivisti per i diritti dei lavoratori hanno protestato nel giorno di apertura del tanto atteso pop-up del brand a Los Angeles
Il mondo della gastronomia sta vivendo una svolta epocale: lo chef e co-fondatore di Noma, René Redzepi, si dimette ufficialmente dall’acclamato ristorante di Copenhagen in seguito a gravi accuse di abuso. Secondo NBC News, l’annuncio arriva nel pieno di una settimana turbolenta e sotto i riflettori per questa istituzione dell’alta cucina.
Redzepi ha confermato il suo addio via social, lasciando l’incarico dopo oltre due decenni passati a costruire l’impero Noma. Ha scritto: «Dopo più di due decenni trascorsi a costruire e guidare questo ristorante, ho deciso di farmi da parte e permettere ai nostri straordinari leader di condurre il ristorante nel prossimo capitolo». Le dimissioni sono arrivate proprio mentre il ristorante inaugurava il suo pop-up di 16 settimane a Los Angeles, dove le prenotazioni avevano un prezzo altissimo di 1.500 dollari e sono andate esaurite in tre minuti. All’esterno del servizio inaugurale alla Paramour Estate di Silver Lake, ex dipendenti e attivisti per i diritti dei lavoratori si sono riuniti per protestare contro il clima lavorativo tossico.
Le conseguenze nascono da inchieste recenti che raccontano una lunga storia di gravi maltrattamenti fisici e psicologici all’interno di una cucina a pressione altissima. Decine di ex membri dello staff hanno descritto un modello radicato di violenza, intimidazioni e umiliazioni pubbliche. Sulla scia delle polemiche, importanti sponsor aziendali, tra cui American Express e Blackbird, hanno interrotto bruscamente ogni collaborazione con la residency californiana, ritirando il loro sostegno economico all’ultimo momento.
Pur avendo presentato pubbliche scuse, riconoscendo i comportamenti dannosi del passato e facendo un passo indietro per lasciare spazio a una nuova leadership, la reazione negativa non si placa. Il team rimasto di Noma porterà avanti la residency sold out di Los Angeles, ma le proteste in corso hanno acceso un dibattito culturale più ampio sulla natura estenuante e spesso sfruttatrice dell’alta gastronomia.
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