Riepilogo
- La Formula 1 ha ufficialmente annullato le prossime gare in Bahrain e in Arabia Saudita
- Le preoccupazioni per la sicurezza legate alla guerra in corso in Medio Oriente hanno portato a un annullamento immediato
- La decisione lascia i team con una lunga pausa per adattarsi alle nuove normative della categoria
La Formula 1 ha ufficialmente messo la parola fine ai Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita a causa dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, secondo quanto riportato da The Guardian. I weekend di gara consecutivi, inizialmente previsti per il 12 e il 19 aprile, sono stati completamente cancellati dal calendario 2026, mentre il circus mette al primo posto la sicurezza di team, piloti e dell’intera comunità globale.
Con il circuito di Sakhir in Bahrain situato a soli 20 miglia da una base militare statunitense nel mirino, il livello di rischio è diventato semplicemente troppo alto per essere ignorato. Le spedizioni destinate alle prossime gare erano già bloccate nella regione dopo i test pre-stagionali, lasciando i vertici senza altra scelta se non fermare ulteriori invii ed eliminare le tappe. In una mossa coordinata con la FIA, la Formula 1 ha confermato che non verranno inserite sedi alternative per il mese di aprile. Anche gli eventi di supporto, tra cui Formula 2, Formula 3 e la F1 Academy, sono stati cancellati dal programma.
«È stato confermato oggi che, dopo attente valutazioni, a causa della situazione in corso nella regione del Medio Oriente, i Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita non si svolgeranno ad aprile», si legge in un comunicato. «Sebbene siano state prese in considerazione diverse alternative, è stato infine deciso che non verranno introdotte sostituzioni nel mese di aprile.»
Il comunicato prosegue: «Le tappe di Formula 2, Formula 3 e della F1 Academy non si svolgeranno nemmeno nelle date previste. La decisione è stata presa in piena consultazione con la FIA e con i rispettivi promoter.»
La cancellazione apre una lunga pausa di cinque settimane tra la terza gara in Giappone, il 29 marzo, e la successiva quarta tappa a Miami, il 3 maggio.
L’amministratore delegato della F1, Stefano Domenicali, ha dichiarato: «Per quanto sia stata una decisione difficile da prendere, è purtroppo quella giusta in questa fase, considerando l’attuale situazione in Medio Oriente». E ha aggiunto: «Voglio cogliere l’occasione per ringraziare la FIA e i nostri straordinari promoter per il loro sostegno e la totale comprensione, mentre non vedevano l’ora di ospitarci con la loro consueta energia e passione. Non vediamo l’ora di tornare da loro non appena le circostanze ce lo permetteranno.»
Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha dichiarato: «La FIA metterà sempre al primo posto la sicurezza e il benessere della nostra comunità e dei nostri colleghi. Dopo un’attenta valutazione, abbiamo preso questa decisione tenendo ben presente questa responsabilità.»