Il protagonista di Advisry per l’AI26? Lo Space Cowboy
Guidato dalla sua “prospettiva futuristica sul passato”, Keith Herron racconta “The Return of the Space Cowboy”, nuova, potente evoluzione dei codici sartoriali e di stile del brand.
Ogni collezione Advisry è uno studio di personaggio. Mentre Keith Herron continua a far evolvere l’universo creativo sconfinato del suo brand, sospeso tra California e New York City, il designer ci ricorda che il racconto di Advisry parte proprio dai capi che sfilano in passerella.
Per la sfilata Fall/Winter 2026 di Herron, battezzata “Return of the Space Cowboy”, il focus è sulla storia di rivalsa dell’individuo ribelle, fortemente influenzata da quella che lui stesso definisce la sua “prospettiva futuristica del passato”. Traendo ispirazione dal futurismo degli interni di Jamiroquai e dai paesaggi di Cowboy Bebop, questa stagione di Advisry segna l’incursione sartoriale più matura che abbiamo visto da Herron dall’esordio del brand nel 2014 e dal debutto in passerella alla New York Fashion Week nel settembre 2021.
È stato affascinante osservare Herron costruire il suo uniform creativo con tanta grazia e coesione, definendo capisaldi sartoriali solidi e codici di stile fondativi, e continuando ad alzarne l’asticella. Motivi come le lavorazioni di perle e le mani-guanto compaiono puntualmente in ogni proposta Advisry, ma il modo in cui si manifestano resta ogni volta tutto da scoprire.
Ambientata in un ristorante del Lower East Side, la sfilata si è aperta con una performance di tip tap, con Jabowen Dixon che percorreva l’intero set della passerella sulle note di una musica originale composta da un caro amico del brand, Cisco Swank. L’headwear si è confermato protagonista, con strutture più complesse rispetto alle silhouette delle stagioni passate. Le perle, per la prima volta, si sono tinte di nero, mentre le camera bag e le mani-guanto si sono evolute in nuove forme.
Scopri l’intera collezione nella gallery qui sopra e leggi l’intervista completa a Keith Herron qui sotto.
Partiamo dal nome della collezione: raccontami meglio “Return of the Space Cowboy”.
È uno studio di personaggio, e ciò che amo del nome della collezione è che porta con sé, in modo intrinseco, una vera e propria narrativa. Quando senti il titolo, pensi: “Return of the Space Cowboy”, e subito ti chiedi: chi è questa persona? Il fatto che sia un cowboy implica che sia un ribelle, e il fatto che sia un cowboy dello “spazio” lo rende futuristico. “Return” rimanda a un passato, lontano o vicino, e adoro questa sua qualità referenziale. È una prospettiva futuristica sul passato stesso. È ciò che volevo incarnare, quello spirito preciso all’interno della collezione, e molti dei singoli personaggi in passerella lo interpretavano.
Dove si inserisce The Return of the Space Cowboy nel più ampio universo creativo di Advisry?
Tutte le collezioni partono dallo stesso linguaggio di base e dall’identità stessa del brand. Ritroviamo molti degli stessi motivi, lo stesso tipo di tailoring e molte delle stesse silhouette, ma rielaborati attraverso nuove materie e un nuovo livello di aspirazione e spettacolarità, che ormai ci si può aspettare dal brand ora che alcuni di questi codici si sono maggiormente consolidati.
In che modo i motivi di design del brand – le mani-guanto, le perle, l’headwear – si sono evoluti in questa specifica proposta?
Si tratta sempre di usare gli stessi strumenti, ma in modi nuovi. I motivi continuano semplicemente a evolversi. Questa volta, per la prima volta, abbiamo introdotto una Black Pearl, perché non tutti si riconoscono nel bianco, quindi è stato bello vederla reinterpretata in una palette più scura. I guanti, che abbiamo già presentato in moltissime varianti, si sono trasformati in una nuova tasca-guanto. Abbiamo un guanto piatto. Abbiamo il guanto che mostra il segno lasciato dalla sua rimozione. La camera bag è un altro motivo che continuiamo a sviluppare. Questa stagione abbiamo un ventaglio di nuove camera bag. Abbiamo camera bag. Abbiamo camera tote. Abbiamo camera pocket.
In questa collezione c’era molto verde. Puoi raccontarmi meglio la palette cromatica?
Volevo che avesse una sensazione naturale. Ci sono molte tonalità della terra – tanti marroni, gialli e verdi.
La sfilata si è aperta con un vero e proprio numero di tip tap: perché questa scelta?
Volevo che il tip tap iniziale sembrasse letteralmente una sequenza da titoli di apertura o da sigla.
A proposito di questo, puoi raccontarci qualcosa in più sulla colonna sonora di sfilata di questa stagione? Cisco Swank, che aveva sonorizzato lo show dal vivo la scorsa stagione, si è occupato anche del mix, giusto?
Sì, abbiamo chiesto a Cisco di creare una versione acustica di “Space Cowboy”, pensata per chi l’avrebbe riconosciuta. Volevo che la colonna sonora introducesse davvero il pubblico nel mondo del personaggio.

















