In sintesi
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La collezione PE27 “Antilibrary” di Valentino firmata da Alessandro Michele concepisce i capi come reliquie fantasiose che trascendono la classica logica commerciale.
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La passerella ha contrapposto un abbigliamento femminile glamour e massimalista, fatto di pizzi e piume, a un guardaroba maschile anticonformista e casual, caratterizzato da boxer a vista e fantasie a contrasto.
Per la Primavera/Estate 2027, Valentino ha portato la sua sfilata “Antilibrary” alla Bibliothèque Sainte-Geneviève di Parigi. Nelle note della sfilata, il direttore creativo Alessandro Michele ha paragonato le sue riflessioni sulla moda al concetto di antibiblioteca dello scrittore Umberto Eco, intesa come “la collezione di libri della propria biblioteca che rimangono non letti”.
“Ogni stagione, i capi vengono pensati e creati per seguire traiettorie molto diverse. Alcuni attraverseranno lo spazio della sfilata una sola volta; altri rimarranno vivi nelle immagini che ne catturano l’apparizione fugace; altri ancora entreranno nei guardaroba per rimanere quasi intatti, custoditi come reliquie”, ha spiegato Michele. Ha inoltre descritto la collezione come appartenente a “un regno che trascende la logica della funzionalità e del consumo”, dando vita a “un gioioso serbatoio di forme, sensibilità estetiche, silhouette e modi di abitare il corpo”.
Partendo dalla donna, i primi look hanno subito dettato il tono della sfilata. Pizzo floreale, raso e tessuti arricciati o plissé hanno dato forma ad abiti e completi a due pezzi declinati nei toni del rosa, lilla, magenta, oro e verde. Dettagli di frange e piume hanno conferito un’allure glamour alla collezione, esaltando l’inclinazione massimalista di Michele. I look maschili hanno poi introdotto un’anima più casual. Il primo outfit presenta un cappellino nero con la scritta “Villain Teen”, un trench in pelle color cuoio, pantaloni del pigiama verde chiaro e sandali color-block. Il secondo look abbina una versione fucsia del cappellino a un cardigan marrone con paillettes e a jeans morbidi dal lavaggio chiaro, da cui fanno capolino boxer a quadri sopra il punto vita.
Il motivo a quadri è stato il fil rouge dell’intera sfilata, declinato su camicie classiche spesso infilate nei pantaloni, mentre i boxer hanno continuato a spuntare sopra la cintura in varie fantasie e colori. Una camicia maschile a quadri blu sfuma sulle maniche in un tessuto floreale tempestato di paillettes, abbinata a un cappellino rosa, scollo a V profondo e pantaloni bianchi. In un look femminile, una camicia a quadri verdi è infilata in una gonna di pizzo semitrasparente impreziosita da gioielli. Per un outfit che mette i boxer in primo piano, una camicia a pois bianchi e neri con pettorina floreale di paillettes è abbinata a boxer blu con stampa foulard e pantaloni in lana marrone.
Nel finale, abiti da sera si sono alternati a look maschili colorati e dalle silhouette anticonvenzionali: un top azzurro dal taglio sperimentale abbinato a pantaloni plissé blu navy, e un blazer viola stretto in vita da una cintura in tessuto rosso. Michele ha chiuso lo show con un completo da uomo neutro con cravatta, avvolto da una guaina traslucida, e un maxi abito magenta con strascico plissé.
Le riflessioni filosofiche di Michele sulle qualità immaginifiche e sul “potenziale espressivo” degli abiti si riflettono nell’anima selvaggia, e a tratti contrastante, della collezione. Ci sono abbinamenti di tessuti, palette cromatiche e scelte di styling che possono sembrare fuori dagli schemi o irrealistiche per il mercato commerciale, ma è esattamente questo il punto che Michele sottolinea nel suo manifesto.