Inchiostro, carta, potere: dentro la prima edizione di “The Print Show & Symposium Singapore” di STPI

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STPI The Print Show Symposium 2026 singapore Recap
Jeff Koons, "Gazing Ball (Manet Luncheon on the Grass)," 2019, Archival Pigment Print on Innova rag paper, glass, 96 x 118 cm. Image courtesy of the artist and Two Palms, NY.
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Bernar Venet, "Collapse/Arcs," 2025, Polymer gravure with carborundum on Somerset textured white 300 gsm paper, 95.7 x 120.4 cm. Image courtesy of the artist.
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Irfan Hendrian, "Unearthly Matter 4" (detail), 2024, risography and dye cut on layers of paper, 56.2 x 68. 5 x 7.8 cm. Photography by Irfan Hendrian. Image courtesy of the artist and Sullivan+Strumpf.
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Michael Craig-Martin, "Seurat (green)," 2022, Pigment print on Somerset Satin Photo Paper, 68 x 100 cm. © Michael Craig-Martin. Image courtesy of the artist and Cristea Roberts Gallery, London.
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Natee Utarit, "IT WOULD BE SILLY TO BE JEALOUS OF A FLOWER," 2025, Serigraph on paper, 80 x 60.5 cm. © Natee Utarit / STPI. Image courtesy of the artist and STPI, Singapore.

Nel pieno dei brindisi e delle tele della Singapore Art Week (SAW) 2026, la prima edizione di The Print Show & Symposium Singapore ha ricordato la forza di un protagonista che non è solo un medium da collezione, ma un motore primario di innovazione concettuale. Organizzato da STPI — pilastro del Visual Arts Cluster nazionale della regione — come appuntamento centrale di SAW, l’evento ha trasformato Robertson Quay in un santuario di carta e inchiostro ad alto tasso concettuale, offrendo un’esperienza duplice e sofisticata: una mostra curata di icone globali e un rigoroso approfondimento intellettuale sulle “politiche” del medium. Dal 22 gennaio al 7 febbraio, il progetto ha acceso i riflettori sul “campo espanso” della stampa, dimostrando che, in un mondo saturo di digitale, l’impronta fisica dell’inchiostro sulla carta resta maestosa.

La naturalezza della curatela in galleria colpisce immediatamente, quando ci si imbatte in un’astrazione di Julie Mehretu accanto alle opere cartacee stratificate e scultoree di Irfan Hendrian. The Print Show è stata una conversazione visiva che attraversava non solo i continenti ma anche le generazioni; un cast di 27 pesi massimi globali, tra cui Jeff Koons, David Hockney, Yayoi Kusama e la compianta, leggendaria Louise Bourgeois, ha impreziosito le pareti di STPI. La serigrafia di Natee Utarit, “IT WOULD BE SILLY TO BE JEALOUS OF A FLOWER ,” fungeva da punto focale, quasi un omaggio all’ingegno disinvolto della stampa. Più che una semplice rassegna di “multipli”, il progetto si è posto come un invito a osservare davvero il medium attraverso gli occhi di questi titani dell’arte, dove ogni passaggio sotto il torchio è un atto unico di creazione.

STPI The Print Show Symposium 2026 Singapore recap

The Print Show 2026, Vista Dell’installazione. Immagine Per Gentile Concessione Di Stpi, Singapore.

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The Print Show 2026, Vista Dell’installazione. Immagine Per Gentile Concessione Di Stpi, Singapore.



La precisione con cui The Print Show rende l’esperienza “curata ma accessibile” abbatte qualsiasi timore di giudizio. La Executive Director Emi Eu ha sottolineato come la piattaforma punti esplicitamente a mettere in dialogo collezionisti alle prime armi e collezionisti navigati, in un momento in cui stampe e multipli stanno conquistando uno spazio fondamentale nel sistema dell’arte globale. L’incontro tra giganti internazionali come Two Palms e Crown Point Press e protagonisti regionali quali Ota Fine Arts e Richard Koh Fine Arts dimostra con forza perché la stampa sia oggi la frontiera più eccitante per chiunque voglia costruire una collezione di livello. Al contempo, la presenza di icone globali e regionali come Takashi Murakami, Chris Ofili, Dinh Q. Lê, Hilmi Johandi e dei resident STPI Kim Lim e Do Ho Suh consolida il ruolo del medium nell’arte contemporanea di oggi.

Il cuore intellettuale della settimana, però, batteva poco più in là, al 72-13 Mohamed Sultan Road, dove si è svolto il simposio “The Politics of Print: elephant in the room”. Curato da Stephanie Bailey, il programma di due giorni è stato un’immersione radicale e volutamente conflittuale nell’anima più sovversiva del medium. Dai panel sulla “nuova rinascita della stampa” con figure di punta di Sotheby’s e Avant Arte, al “Crit Club” performativo dell’artista Cem A. (il provocatore dietro @freeze_magazine), il simposio ha affrontato di tutto: dal DNA degli NFT alla storia delle xilografie come strumenti democratici nel Sud-est asiatico.

STPI The Print Show Symposium 2026 Singapore recap

Immagine Per Gentile Concessione Di Stpi, Singapore.

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Immagine Per Gentile Concessione Di Stpi, Singapore.

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La Executive Director Eu l’ha espresso nel modo più incisivo: questa iniziativa epocale punta ad aprire il mondo dell’arte contemporanea attraverso un medium al tempo stesso profondamente democratico e intensamente sofisticato. Quando l’ultima keynote tra Salima Hashmi e Rirkrit Tiravanija si è conclusa, il verdetto era unanime: STPI ha segnato uno spostamento globale nelle gerarchie dell’arte. Per il collezionista contemporaneo, il messaggio è cristallino. Il futuro dell’avanguardia non vive solo su uno schermo digitale: è minuziosamente impresso, splendidamente inchiostrato e ti aspetta, paziente, proprio sul quai.

The Print Show è aperta al pubblico gratuitamente fino al 7 febbraio presso STPI.

STPI
41 Robertson Quay
Singapore 238236

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