La sfilata uomo FW26 di Ralph Lauren unisce il suo passato al presente
Un arazzo delle tante espressioni di autentico stile American del brand, coronato da un’inaspettata apparizione.
Sintesi
- La sfilata Fall 2026 di Ralph Lauren a Milano ha intrecciato la nostalgia degli anni ’90 con una “tradizione senza tempo”, portando in passerella sia Polo che Purple Label.
- La collezione ha fuso il preppy Ivy League, il vintage Americana e l’artigianato indigeno, chiudendo con l’iconico modello Tyson Beckford.
Presentando la sua prima sfilata menswear da oltre un decennio, Ralph Lauren ha portato in passerella un’ampia collezione Fall 2026 al Palazzo Ralph Lauren di Milano, in Italia. La collezione, ricca di energia, riecheggiava l’era anni ’90 del brand, quando nacquero sia Polo che Purple Label.
Ripensando agli esordi, Lauren ha raccontato: “Ho iniziato con una cravatta, ma non è mai stato solo una questione di cravatta: era uno stile di vita.” E ha spiegato ancora:
“Quando ho iniziato a disegnare menswear, ero attratto dalla tradizione senza tempo, ma non sono mai stato vincolato da essa. Ciò che faccio vive nei tanti stili e negli stati d’animo che creo. Le mie collezioni Fall 2026 si ispirano ai diversi modi in cui gli uomini vivono, alla loro individualità e al loro stile personale. Dall’eleganza disinvolta di Purple Label allo spirito preppy, ripensato, di Polo, riflettono i mondi in cui ho vissuto e in cui credo.”
Questi “diversi modi in cui gli uomini vivono” sono stati intrecciati in un mosaico di stili personali di Lauren, dai codici preppy e dandy allo sportswear tradizionale fino al vintage Americana. È proprio questo melting pot di espressioni, costruito in oltre sei decenni di lavoro, ad aver contribuito a definire l’autentico stile americano. Una complessità che si riflette anche nella dualità tra l’imponente etichetta Polo e il suo fratello di lusso, più di nicchia, Purple Label.
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Per cominciare, dettagli in fleece, camouflage classici e intarsi decorativi erano pervasi da un evidente spirito anni ’90. Le linee sportive, come una maglia da rugby Polo Sport attraversata da righe arancioni e lavanda, evocavano in modo particolarmente vivido quell’epoca, insieme a diversi jeans in denim dal fit ampio.
La palette è cambiata rapidamente per accogliere un’ondata di look ispirati all’Ivy. Un deciso completo a quadri era abbinato a duck boots e a un cappello da caccia. I codici preppy venivano mixati e stratificati: in un outfit, una giacca pied-de-poule era indossata sopra un cardigan giallo canarino e una camicia Oxford a righe sottili. Pantaloni in velluto a coste verde Kelly e un cappellino blu con logo completavano il look.
Con il procedere della sfilata, ha preso il sopravvento un registro più maturo. Marroni terrosi e verdi bosco si declinavano in lane compatte e tessiture come spina di pesce, plaid e check da caccia. Qui sono apparse alcune delle tonalità più profonde e dei capi più iconici della collezione, inclusi diversi cappotti in stile reggimento.
La presenza dell’artigianato indigeno nella collezione è stata valorizzata dal brand, un impegno rafforzato da collaborazioni come la collezione Artist in Residence con il brand TÓPA guidato da Oceti Sakowin e con l’artista Neil Zarama (Chiricahua Apache Nation) all’interno del programma Authentic Makers.
I gusti del presente erano tangibili in look minimal, dalle tonalità neutre, che sembravano senza tempo ma al contempo decisamente attuali. Nel più autentico stile Ralph, gli outfit finali hanno unito tutti gli elementi: completi eleganti portati con capispalla in pelle vissuta e uno smoking abbinato a un piumino metallico. Infine, il modello Tyson Beckford, che ha segnato gli anni ’90 del brand, ha chiuso la sfilata indossando un morbido cappotto marrone.
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Sfoglia la gallery qui sopra per scoprire nel dettaglio la sfilata menswear Ralph Lauren Fall 2026 a Pitti Uomo 109. Continua a seguire Hypebeast per tutti gli ultimi insight sull’industria della moda.

















