OpenAI guida la scommessa da 252 milioni di dollari su Merge Labs e le interfacce cervello-computer
Il nuovo laboratorio di brain-computer interface di Sam Altman punta su hardware neurale non invasivo, nativo AI e ad alta larghezza di banda, pronto a sfidare Neuralink e a riaccendere il dibattito sulla governance.
Sintesi
- OpenAI è diventata l’investitore principale in Merge Labs, un nuovo laboratorio di ricerca sulle interfacce cervello-computer co-fondato da Sam Altman, che ha appena raccolto circa 250 milioni di dollari in un round di finanziamento seed
- Merge Labs si sta posizionando contro i player degli impianti invasivi come Neuralink, puntando su interfacce cerebrali ad alta larghezza di banda e non invasive che fondono biologia, dispositivi avanzati e intelligenza artificiale
- L’accordo stringe ulteriormente il circuito di feedback tra il software di OpenAI e l’hardware neurale emergente, riaccendendo al contempo il dibattito sui ruoli sovrapposti di Altman e sull’etica degli investimenti circolari nell’AI
Merge Labs esce dalla fase di stealth come la nuova ossessione di Silicon Valley nel campo delle interfacce cervello-computer, sostenuta da un round seed da 252 milioni di dollari guidato da OpenAI insieme a Bain Capital e Gabe Newell di Valve. L’obiettivo del laboratorio è quello di mettere in dialogo, nel corso di decenni, l’intelligenza biologica e quella artificiale, puntando inizialmente su casi d’uso medicali per arrivare, in seguito, a interfacce quotidiane su scala consumer.
Invece di inseguire impianti chirurgici in stile Neuralink, Merge Labs scommette su una tecnologia completamente diversa. Il team sta sviluppando nuove architetture BCI che interagiscono con i neuroni usando molecole al posto degli elettrodi e trasferiscono dati tramite ultrasuoni a grande profondità, evitando del tutto impianti nel tessuto cerebrale. La visione di lungo periodo sono interfacce neurali ad alta larghezza di banda e non invasive, che assomigliano più a tecnologia consumer che a strumentazione clinica.
L’investimento di OpenAI non è un semplice assegno. L’azienda vede le BCI come il prossimo, cruciale livello di interfaccia capace di rendere l’AI più naturale e centrata sull’essere umano, e prevede di fornire a Merge Labs foundation model su misura e sistemi operativi di AI pensati per interpretare segnali cerebrali rumorosi. In pratica, questo significa che la roadmap software di OpenAI e le ambizioni hardware di Merge ora sono strettamente intrecciate attorno all’idea di un’interazione con l’AI a livello di pensiero.
Il lancio alimenta anche la narrativa della rivalità tra Sam Altman ed Elon Musk. Merge Labs si colloca nello stesso territorio di frontiera di Neuralink, ma culturalmente è più vicina all’hardware nativo per l’AI che alla medtech tradizionale, e si inserisce direttamente nella più ampia spinta di OpenAI su chip, dispositivi e potenziamento umano. Allo stesso tempo, il fatto che OpenAI sostenga con tanta forza un’azienda co-fondata da Altman ha riacceso l’attenzione su governance, conflitti di interesse e su chi avrà il controllo dello strato neurale del futuro.
















