Addio alla MetroCard: storia e collaborazioni iconiche della tessera gialla di New York
Mentre questo simbolo di New York arriva al capolinea, ripercorriamo le sue collaborazioni più iconiche che hanno segnato la storia della città.
Con il 2025 ormai agli sgoccioli, New York si prepara a salutare un’icona: quel sottile rettangolino giallo che da trent’anni mette in connessione i suoi abitanti al di là dei confini di quartiere, classe sociale e credo. Lunga vita alla MetroCard.
Lo scorso anno la Metropolitan Transportation Authority (MTA) ha annunciato che avrebbe smesso di vendere le card fisiche per passare definitivamente a un sistema digitale contactless. Come per ogni grande cambiamento che investe l’intera città, la fine della MetroCard si è portata dietro una buona dose di emozioni: un’abbondante dose di nostalgia e un lutto tanto forte da ispirare persino un funerale.
Antica quanto la metropolitana stessa è la sua eredità artistica, e lo stesso si può dire della MetroCard. Dal suo lancio nel 1994, la card è diventata una tela per oltre 400 collaborazioni in edizione speciale, che hanno celebrato non solo la città, ma anche le persone, i luoghi e la cultura che la definiscono.
La musica ha plasmato la New York degli anni ’90 e la MTA è stata rapidissima a rifletterlo. Dopo l’edizione inaugurale, con quattro immagini cinematografiche dei simboli della città, l’artista jazz e soul Anita Baker è stata tra le prime a comparire sulla card, per promuovere il suo album del 1995, Rhythm of Love. Il duo rap Gang Starr ha seguito a ruota con Moment of Truth (1998), uscito al tramonto dell’età d’oro dell’hip hop.
Altre collaborazioni musicali degne di nota includono la serie dedicata da Spotify a David Bowie nel 2018, in concomitanza con la retrospettiva sul compianto luminare inglese al Brooklyn Museum. Nello stesso anno, l’artwork di copertina di Egypt Station di Paul McCartney è apparso su una nuova card. Tra le edizioni più recenti compaiono gli idoli di casa Pop Smoke, Ice Spice e The Notorious B.I.G., la cui card del 2022 viene ancora scambiata per migliaia di dollari.
Anche la storia dello sport ha lasciato un segno importante sulla card, dalla vittoria della Stanley Cup dei New York Rangers nel 1994 alle Sports Series del 1997 e del 2000, che in un raro momento di unità hanno messo d’accordo tifosi di Mets e Yankees. Un’altra edizione del 1997 ha reso omaggio a Jackie Robinson, che ha infranto la barriera razziale della MLB giocando per i Brooklyn Dodgers, mentre altre card hanno celebrato grandi eventi di casa, come gli US Open e l’NBA All-Star Game del 2015.
Da Radio City al Bronx Zoo fino alla New York Public Library, la MetroCard è stata a lungo una vetrina per promuovere le istituzioni culturali e le iniziative civiche della città. Una card memorabile è uscita nel 2013, un anno dopo che la Superstorm Sandy aveva colpito le comunità costiere, e metteva in evidenza sei aree dove si poteva “vedere la rinascita” grazie agli sforzi di ricostruzione.
Nel corso degli anni HBO, ABC, Hulu e Showtime hanno promosso i loro programmi nel sottosuolo newyorkese, con card che mettevano in copertina le star di Game of Thrones (2018), Law & Order: Special Victims Unit (2024), Desus & Mero (2019) e una campagna biennale per le prime stagioni di Wu-Tang: An American Saga.
La caccia alle MetroCard in edizione speciale ha attirato l’attenzione nazionale nel 2017, quando Supreme ha lanciato la propria serie di card, mandando le stazioni in tilt, prese d’assalto da migliaia di fan in cerca di cimeli brandizzati rarissimi. Nello stesso anno Barbara Kruger, dall’estetica della quale il marchio skate ha preso in prestito il logo, ha firmato una sua edizione rosso e bianco per celebrare la sua presentazione a Performa.
Prima di diventare completamente digitale, la MTA ha scelto Instagram per dare l’addio ufficiale alle MetroCard in collaborazione. Lanciate lo scorso anno, le ultime tre card commemorative hanno avuto come protagonisti New York Nico, Overheard New York e Kareem Rahma di Subway Takes — content creator che hanno portato i personaggi più eccentrici della metropolitana newyorkese nell’immaginario collettivo globale.
Strisciare una tessera della metro è una sensazione che molti di noi non avrebbero mai pensato di rimpiangere e che, sotto molti aspetti, nel 2025 sembra ormai superata. Eppure, mentre la MetroCard diventa un ricordo, la sua storia racconta il potere degli oggetti più semplici, capaci di unire milioni di persone, e di quei rituali quotidiani che, insieme, costruiscono in silenzio una città.

















