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Netflix ha commissionato una serie unscripted intitolata The New Stanford Prison Experiment, che ripropone per il pubblico di oggi il famigerato studio del 1971.
La prima stagione prevede sei episodi da 45 minuti e porta 30 volontari in un vero carcere, suddivisi in modo casuale in guardie e detenuti.
La serie torna sulle questioni etiche sollevate dall’esperimento originale, che fu interrotto in anticipo dopo che i partecipanti nel ruolo di guardie maltrattarono quelli scelti come prigionieri.
Netflix riprende uno degli studi più controversi della psicologia con The New Stanford Prison Experiment, una serie non sceneggiata in arrivo il 21 ottobre. Il programma affida la premessa dell’originale del 1971 a 30 volontari, che entrano in un carcere operativo e vengono assegnati casualmente al ruolo di guardie o detenuti, per mettere alla prova fino a che punto persone comuni seguano i ruoli loro attribuiti.
La prima stagione comprende sei episodi di 45 minuti e segue i partecipanti mentre si inseriscono in un sistema fatto di gerarchia, potere e controllo. Secondo la sinossi ufficiale, la serie indaga se le persone finiscano inevitabilmente per conformarsi ai ruoli assegnati oppure se empatia, moralità e individualità riescano a resistere alla pressione di adeguarsi, imperniando l’intero esperimento su un’unica domanda: il potere corrompe?
Questa domanda è inseparabile dalla storia dello studio. L’originale Stanford Prison Experiment fu condotto nel 1971 nel campus di Stanford dal professore di psicologia Philip Zimbardo e, benché fosse stato progettato per durare due settimane, venne interrotto in meno di una settimana dopo che chi interpretava le guardie cominciò ad abusare di coloro che erano stati scelti come detenuti. Le conseguenze, insieme ad altre ricerche dell’epoca, contribuirono all’adozione di tutele più rigorose per i soggetti coinvolti nella ricerca sull’essere umano; da allora, l’episodio è stato raccontato in libri, documentari e opere di finzione, incluso il film del 2015 The Stanford Prison Experiment, con Billy Crudup nel ruolo di Zimbardo.
Per i produttori, proprio questa eredità controversa è il fulcro del progetto, non un ostacolo. La serie è prodotta da Alfred Street Industries e vede come produttori esecutivi Jane Lipsitz, Dan Cutforth, Nan Strait, Dan Volpe, Jeff Grogan e Mike Odair. «Lo Stanford Prison Experiment mi ha sempre affascinata», ha dichiarato Lipsitz, osservando che, nonostante le gravi falle etiche dello studio, la sua domanda centrale — in che modo il potere plasmi le scelte etiche — oggi appare più attuale che mai. Ha definito l’opportunità di riproporre l’esperimento sociale uno dei progetti più intensi e snervanti mai affrontati dal team.
The New Stanford Prison Experiment debutta il 21 ottobre.