In sintesi
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Glenn Martens conclude con la SS27 i suoi sei anni di mandato trasformativo da Diesel.
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Il suo ultimo show SS27 ha celebrato questa eredità con una sensuale performance d’arte e una collezione inventiva di 90 look, tra denim surrealista, capi ibridi e intagli a forma di orchidea.
A pochi giorni dallo show SS27, è stato annunciato ufficialmente che Glenn Martens avrebbe concluso i suoi sei anni da Diesel. Fedele al suo stile, il designer ha trasformato l’ultima sfilata in uno spettacolo, chiudendo un periodo di profondo cambiamento che ha restituito al marchio italiano di denim nuova energia e rilevanza nella cultura pop.
Il 18 settembre, il fondatore di Diesel e presidente di OTB Renzo Rosso ha confermato la notizia in una dichiarazione ufficiale, aggiungendo che Martens «ha riportato Diesel al centro della conversazione globale sulla moda, preservando al contempo l’apertura, l’energia e l’accessibilità che ci hanno sempre contraddistinto». «Gli siamo profondamente grati per tutto ciò che ha realizzato», ha concluso.
Mentre gli spettatori riempivano la location ispirata a un club, una performance d’arte a sorpresa ha catturato gli sguardi in tutta la sala. Duecento performer di (LA)HORDE, il collettivo artistico marsigliese, si sono esibiti in abbracci intimi e danze sensuali, scaldando l’atmosfera in vista della collezione. «Da Diesel la festa viene sempre prima di tutto. Si parla di inclusività, espressione di sé, piacere e democrazia dell’esperienza», ha dichiarato Martens. Nelle parole dello stesso designer, la collezione di grande impatto, composta da circa 90 look, distillava «l’essenza di Diesel». Definita dal designer «dirompente, sexy, fluida, divertente», la collezione era ricca di innovativi trattamenti del denim, intagli ispirati alle orchidee e costruzioni arricciate e ritorte.
Fin dall’apertura dello show, erano evidenti i capi ibridi, tra cui il pantasock — che unisce pantaloni e calze — e una serie di maglioni a coste che si aprivano all’altezza del collo, lasciando intravedere colletti da camicia e da maglie con zip corta. In linea con la predilezione del designer per il surrealismo, alcuni capi dall’apparenza in pelle, come jeans, giacche e gonne, non erano affatto di pelle, bensì in denim rivestito e tagliato al laser. Altrove, capispalla estivi trompe-l’œil ingannavano l’occhio con dettagli da clima invernale, come i colletti in sherpa.
Ad addolcire l’estetica della collezione c’era un motivo floreale ricorrente, realizzato attraverso aperture sagomate. Da lontano sembravano bordi strappati, ma le rifiniture a forma di orchidea aggiungevano un accento organico ai tessuti dall’aspetto vissuto e agli stili streetwear. Il fiore, con la sua connotazione di fertilità, sottolineava anche la visione «sexy» del marchio secondo il designer. Su un paio di pantaloni neri in pelle, una spilla a forma di orchidea tempestata di gioielli era applicata proprio al centro del cavallo, per un momento gioiello ironico.
Dai modelli collocati in uova di vetro in tutta la città alle gigantesche figure gonfiabili, fino all’esposizione di oltre 50.000 pezzi di memorabilia Diesel, le passerelle di Martens per Diesel passeranno alla storia come alcuni dei momenti più memorabili del marchio. Sebbene l’ultima uscita del designer in passerella segni la fine della sua direzione creativa del brand, la «festa» che Martens ha portato in Diesel è destinata a lasciare il segno negli anni a venire.