10 figure che hanno definito un’epoca da conoscere nella prossima stagione d’aste di Sotheby’s a Hong Kong

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Sotheby's Hong Kong Modern and Contemporary Auction Highlights 2026
Sotheby's

La figura umana non racconta mai soltanto una storia di carne e sangue. Nel corso della storia, gli artisti hanno guardato al corpo per dare senso all’epoca e al contesto sociale che lo hanno generato: dalla guerra e dall’alienazione al consumismo, all’identità e al desiderio. Mentre Sotheby’s Hong Kong si prepara alla stagione d’aste di arte moderna e contemporanea, scopriamo le storie dietro 10 opere che attraversano l’ultimo secolo della storia dell’arte.

Quando la tradizione incontra la modernità (anni 1910–1950)

I pezzi di spicco delle aste di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s Hong Kong 2026

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I pezzi di spicco delle aste di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s Hong Kong 2026

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I pezzi di spicco delle aste di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s Hong Kong 2026

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All’inizio del XX secolo non si trattava tanto di abbandonare del tutto le regole, quanto di frammentarle. In tutta l’Asia, gli artisti mescolavano filosofie, stili e tecniche orientali e occidentali per confrontarsi con una nuova idea di modernità. Per il pittore cinese Sanyu, ciò significava ricondurre il corpo ai suoi elementi essenziali. In «Nudo, ginocchia al petto, visto frontalmente I» (anni Cinquanta), l’anatomia si dissolve nell’astrazione: una figura definita da linee essenziali e curve calligrafiche. «Mélodie» (1950) di Mai Trung Thu adotta un approccio più nostalgico. All’epoca attivo in Francia, l’artista ritrae la musicista con colori misurati e una composizione intima, evocando la nostalgia di casa, della memoria e di un legame che attraversa gli oceani.

«Donna in sottoveste» (1925–28) di Zenzaburo Kojima propone un analogo gioco di stili. La posa occidentale si incontra con i colori saturi e lo spazio appiattito tipici dell’ukiyo-e giapponese. Lo sguardo introspettivo della figura rifugge il confronto frequente nella ritrattistica occidentale: è invece assorta nel proprio mondo. Anche «Femme nue» (circa 1915) di Henri Matisse trova nella sensualità e nel calore una forma di sfida. Nel caos della Prima guerra mondiale, la figura in posa secondo la tradizione dell’odalisca diventa un faro di speranza e serenità.

Icone pop e inquietudine pre-Y2K (anni 1960–1990)

I pezzi di spicco delle aste di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s Hong Kong 2026

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Nella seconda metà del Novecento, l’espressione audace e la figurazione si spingono ancora oltre. Tom Wesselmann, per esempio, rilegge il corpo femminile classico attraverso il sovraccarico visivo associato alla cultura consumistica americana. In «Natura morta con odalisca e pesce rosso nero» (1999), il desiderio di matrice matissiana incontra il linguaggio brillante e seducente della pubblicità, delle pin-up e dei mass media.

Per gli artisti giapponesi Yoshitomo Nara e Tetsuya Ishida, la figura diventa il ritratto di un’inquietudine sociale. In «Regalo» (1994) di Nara, una figura infantile stringe saldamente un coltello. Sullo sfondo del riassetto successivo alla Guerra fredda e di latenti ansie nucleari, la sua spavalderia, piccola ma tenace, si afferma contro forze ben più grandi di lei. «Non riesco più a volare» (1996), al contrario, sostituisce lo spirito punk con la paralisi. Come molti dipinti di Ishida, l’opera ritrae un uomo sospeso a mezz’aria su un’attrazione abbandonata di un parco divertimenti, riflettendo il malessere psicologico e le turbolenze economiche del «decennio perduto» del Giappone.

Identità frammentate (anni 2000–)

I pezzi di spicco delle aste di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s Hong Kong 2026

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All’alba del XXI secolo, la figura diventa il luogo in cui si ridefiniscono le idee del sé. «Figure in movimento» (2013) dispiega pienamente il caratteristico «cubismo psicologico» di George Condo. Un campo affollato di corpi si trasforma rapidamente in un sogno febbrile di personalità e stati mentali in conflitto. Lo stare insieme è insieme disorientante e celebrativo: i corpi sono al tempo stesso impossibili da districare e prigionieri della propria mente.

Adrian Ghenie, incline al ritratto storico, dipinge Van Gogh assumendone le sembianze in «Lidless Eye» (2016). Lo sguardo rifrange il trauma: le epurazioni naziste dell’«arte degenerata», l’intensità gestuale alla Bacon e richiami a Sauron di Tolkien. Qui l’identità è raschiata e sfocata, mentre il protagonista diventa un messaggero della memoria personale e collettiva. Infine, «Il concorso Mr. General Idea del 2014» (2014) di Hernan Bas prende una direzione più teatrale. Attingendo al camp e al glamour di General Idea, la scenografia ispirata a Memphis evoca un’atmosfera di decadenza ed erotismo, carica di codici legati all’identità e alla trasformazione.

La prossima stagione d’aste di Sotheby’s Hong Kong ruoterà attorno a quattro vendite — The Foujita Lexicon: Works from the Lewis Collection (28 settembre, ore 18), Asta serale di arte moderna e contemporanea (28 settembre, ore 18:30), Asta diurna di arte moderna (29 settembre, ore 12) e Asta diurna di arte contemporanea (29 settembre, ore 15) — accompagnate da una mostra in programma dal 22 al 29 settembre. Per scoprire altri pezzi di spicco, visitate il sito web della casa d’aste.

Erin Ikeuchi Editor, Hypeart

Erin Ikeuchi is a New York-based writer focused on the intersection of contemporary art and culture. Her work spotlights stories, people and moments powering art’s new league, from icons to underground legends. Her formal background in anthropology informs a curious, cross-cultural eye for art where it’s least expected. Since joining Hypebeast in 2024, where she spearheads art-related content, she’s contributed hundreds of articles, including industry news, features and interviews, alongside serving as lead curator for ‘Under the Same Sky,’ Hypeart’s 2026 exhibition with Bonhams.

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