Come la funzione “Under the Hood” di X affronta le storiche voci sugli shadowban
I creator attivi possono ora scaricare file JSON che indicano con precisione se e come etichette che limitano la visibilità sono state applicate al loro account o a post specifici.
Sommario
X ha ampliato il proprio codebase open-source su GitHub di 10–15 volte, rendendo pubblici i meccanismi fondamentali di ranking sotto licenza Apache v2.
Una nuova funzione nelle impostazioni consente ai creator attivi di scaricare file JSON con il dettaglio di eventuali etichette sull’account che limitano la visibilità e che sono state applicate nell’ultimo mese.
X alza il sipario sui meccanismi che regolano la distribuzione dei contenuti con un importante aggiornamento del suo algoritmo di ranking open source. La piattaforma ha ampliato la base di codice che alimenta la timeline predefinita «Per te» e ha rilasciato i file con licenza Apache v2. Questo nuovo intervento porta la quantità di codice disponibile a un volume da 10 a 15 volte superiore rispetto ai precedenti sforzi di trasparenza. Ingegneri e ricercatori possono ora accedere ai dettagli della configurazione dei modelli, dei filtri e dei sistemi di ranking principali. Sono questi componenti a determinare quali parametri attribuiscono peso ai diversi segnali, decidendo così quali contenuti compaiono sullo schermo degli utenti.
Insieme al rilascio del codice, l’azienda ha introdotto uno strumento di trasparenza chiamato «Under the Hood», pensato per affrontare le annose voci sugli shadowban. Gli utenti che pubblicano almeno 10 post in un determinato mese possono accedere alle impostazioni dell’app e scaricare un file JSON con statistiche aggregate. Il file mostra esplicitamente se, nel corso dell’ultimo mese di calendario, al loro account o a singoli post sono state applicate etichette che ne limitano la visibilità. I creator meno esperti sul piano tecnico possono inserire questi dati in un modello linguistico di grandi dimensioni, insieme al codice del repository su GitHub, per capire esattamente come il motore di raccomandazione tratta i loro contenuti.
Keith Coleman, vicepresidente del prodotto di X, ha spiegato che il rilascio mette a disposizione la logica di ranking centrale, quella che recupera e ordina i post per ciascuna timeline. Ricercatori esterni hanno già utilizzato il materiale rilasciato per addestrare ed eseguire localmente il sistema di punteggio Phoenix. Sebbene la piattaforma inviti gli sviluppatori a inviare pull request per migliorare l’algoritmo, alcune protezioni proprietarie restano inaccessibili. I sistemi che si basano su Grok per prevedere le violazioni delle regole sono deliberatamente esclusi, per impedire che malintenzionati possano decodificare i filtri di moderazione e inondare il feed di spam.
Questo livello senza precedenti di trasparenza algoritmica modifica i rapporti di forza tra le piattaforme social e le rispettive basi di utenti. Mettendo a disposizione dei creator sia il codice alla base delle raccomandazioni sia i dati personali dell’account, X trasforma un ecosistema tecnologico tradizionalmente opaco in un ambiente verificabile. Al momento, il programma pilota dello strumento di trasparenza è limitato agli account attivi da oltre un anno, ma presto verrà esteso più ampiamente. L’iniziativa coincide con la ripresa, da parte della piattaforma, della pubblicazione dei dati sugli utenti attivi mensili, dopo la recente integrazione societaria con SpaceX.

















