Il Met annulla la mostra su John Galliano
«Mi assumo pienamente la responsabilità del dolore causato dalle mie parole in passato, in particolare della sofferenza inflitta alle comunità ebraica e asiatica, e me ne rammarico profondamente», ha dichiarato Galliano.
Sintesi
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Il Met ha annullato la mostra su John Galliano prevista per la primavera del 2026, dopo le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni razziste del 2011.
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Galliano, Anna Wintour e Andrew Bolton hanno diffuso un comunicato congiunto a sostegno della decisione, mentre Galliano ha rinnovato le sue scuse.
Dopo l’annuncio di luglio della mostra di primavera 2026 del Costume Institute del Met, «John Galliano: Horizons», il museo è stato investito da un’ondata di polemiche per le passate dichiarazioni razziste di Galliano. Poco più di un mese dopo, il museo newyorkese ha diffuso un comunicato congiunto con Galliano, Anna Wintour e il curatore Andrew Bolton, affermando: «Dopo un’attenta riflessione insieme a John Galliano, abbiamo deciso di comune accordo di non procedere con la mostra».
John Galliano ha rilasciato una lunga dichiarazione, aprendola con i ringraziamenti al Met e riconoscendo poi la decisione. «Dopo molte riflessioni e confronti con il Met e con tutte le persone coinvolte, ho deciso, con grande tristezza, che sia meglio non realizzare la mostra in questo momento», ha dichiarato. «Mi assumo pienamente la responsabilità del dolore causato dalle mie parole in passato, in particolare della sofferenza inflitta alle comunità ebraica e asiatica, e me ne rammarico profondamente».
Le parole a cui Galliano fa riferimento risalgono al 2011, quando emerse un video in cui lo stilista pronunciava dichiarazioni razziste in un caffè di Parigi. L’episodio portò al suo licenziamento dall’incarico di direttore creativo di Dior, alla sua estromissione dalla maison che porta il suo nome e a multe per un totale di 6.000 euro. Lo stilista è poi rientrato nel settore nel 2014 come direttore creativo di Maison Margiela e, più di recente, nel 2026 ha siglato un accordo con Zara per una collezione collaborativa.
Andrew Bolton, curatore responsabile del Costume Institute del Met, è intervenuto nel comunicato dichiarando: «Credo profondamente nella responsabilità dei musei di esaminare le pagine più difficili della storia con rigore, franchezza e attenzione. Riconosco inoltre il dolore e la preoccupazione che questa mostra ha suscitato». «Dopo un approfondito confronto, sostengo la decisione di non procedere», ha aggiunto.
In qualità di presidente del Met Gala, tra gli eventi più attesi dell’anno, Anna Wintour ha aggiunto: «La decisione di John di non realizzare in questo momento la mostra dedicata al suo lavoro è molto coraggiosa e dice molto dell’uomo che è. Credo che sia la scelta giusta, e sia lui sia il museo hanno il mio pieno sostegno».
Al momento in cui scriviamo, il museo non ha ancora reso noti i dettagli ufficiali del tema della mostra di primavera 2026 che sostituirà quella cancellata.



















