Alysa Liu: cosa indossa quando non è sul ghiaccio
La medaglia d’oro olimpica che ha reso di nuovo cool il pattinaggio artistico racconta il suo guardaroba fuori gara, i rituali di recupero e la vita oltre la pista.
Alysa Liu: cosa indossa quando non è sul ghiaccio
La medaglia d’oro olimpica che ha reso di nuovo cool il pattinaggio artistico racconta il suo guardaroba fuori gara, i rituali di recupero e la vita oltre la pista.
Il percorso di Alysa Liu nel pattinaggio artistico professionistico ha infranto gli schemi a ogni tappa. Nata nella Bay Area, ha iniziato a pattinare a 5 anni, diventando a 12 la più giovane di sempre a eseguire un triplo Axel e, a 13, la più giovane pattinatrice a conquistare il titolo nazionale statunitense. Oggi, a 20 anni, la sua spiccata individualità ha portato nel suo sport un’energia nuova e una rinnovata rilevanza culturale. Merito dei capelli a strisce, dei piercing e di un gusto plasmato dalla Gen Z — lo stesso che ha portato PinkPantheress sulla pista olimpica. Ma il suo più grande superpotere è sempre stata l’autenticità: Liu si è distinta dall’immagine patinata del suo sport non solo per l’unicità delle sue performance, ma nell’intero percorso della sua carriera.
La stagione 2022 è stata cruciale: ha segnato il suo debutto alle Olimpiadi invernali di Pechino, ma anche il ritiro precoce, a soli 16 anni, per prendersi cura della propria salute mentale. Così, quando nel 2025 è tornata sul ghiaccio in vista delle Olimpiadi invernali di Milano 2026, Liu è stata irremovibile: avrebbe gareggiato alle sue condizioni. A Milano ha conquistato il suo primo oro olimpico, seguendo in ogni dettaglio la propria visione creativa, dai costumi alle scelte musicali, fino alle coreografie cariche di energia.
Oggi Liu è il volto della nuova campagna Nike Studio Fleece, accanto ad altri atleti del brand come Jazzy Davidson, Sha’Carri Richardson, Moses Itauma e i fratelli Lauren e Reece James. Ciascuno è ritratto in una scena di vita quotidiana; gli scatti di Liu si distinguono per la scenografia colorata e il concept dalle sfumature surreali. In un salone dai toni pastello, Liu sfoggia le sue strisce biondo-castane, circondata da una dozzina di ragazzi e ragazze con la sua stessa acconciatura e completi in pile coordinati.
La presenza giovane di Liu e il suo atteggiamento rilassato ricordano quanto tenga alla cura di sé e ai momenti lontani dal ghiaccio, come stare con gli amici o aprire un romanzo (in questo momento, quello di Susanna Kaysen Girl, Interrupted). Basta scorrere il suo feed per trovare escursioni al tramonto con gli amici, ritratti dei suoi gatti e un’estetica eclettica: T-shirt grafiche con pantaloni della tuta ampi, gonne sopra il denim e anelli sovrapposti alle dita. In un’intervista esclusiva alla vigilia del lancio, ha raccontato: «Il mio stile è molto personale». Liu ha spiegato che nella sua città natale, Oakland, in California, «dovresti avere un tuo modo di vestire e puoi esprimere te stessa».
Parlando del suo guardaroba di tutti i giorni, Liu ha spiegato: «Scelgo la comodità, ma con stile». Per lei il comfort è strettamente legato alla libertà di movimento: «Devo potermi muovere con quello che indosso». Ecco perché la sua scelta fissa per l’aeroporto, «la Studio Fleece», è perfetta. La responsabile del design apparel Claire Durfee ha raccontato che Nike ha studiato attentamente ogni elemento del prodotto, «perfezionando proporzioni, materiali e finiture per creare un sistema in pile più curato e versatile». Se Liu è nota per i suoi scintillanti costumi di gara, nella vita di tutti i giorni predilige felpe con cappuccio oversize e pantaloni della tuta ampi, a casa, in sala danza e persino durante gli allenamenti sul ghiaccio. Quanto alle scarpe per il tempo libero, dice con sicurezza di essere «una tipa da sneaker».
In una Q&A con Hypebeast, Alysa Liu racconta le sue routine prima e dopo il ghiaccio e spiega come Studio Fleece si inserisca nel suo stile, votato al movimento e alla comodità.
Hypebeast: Com’è, per te, una giornata di recupero riuscita? Hai qualche must per rilassarti dopo una grande performance?
Alysa Liu: Per me vuol dire disfare la valigia — completamente — fare una doccia e poi leggere un libro o uscire. E bere tanta acqua. Davvero tanta. Dopo una gara voglio togliermi il vestito, struccarmi e infilarmi qualcosa di comodo.
Stai leggendo qualcosa in questo periodo?
Sì! In questo momento sto leggendo Girl, Interrupted.
Un classico! Hai dei rituali personali che senti di dover fare prima di una grande performance?
Prima di una gara ho tutta una routine… molto precisa. Mangio a orari stabiliti, perché voglio digerire bene prima di gareggiare, e devo dormire un certo numero di ore. Voglio anche avere un paio d’ore per rilassarmi prima di gareggiare, così da preparare capelli e trucco. Poi mi serve l’ora intera prima dell’esibizione per riscaldarmi e attivare il corpo.
Quest’anno sei stata praticamente sempre in movimento: qual è il tuo outfit immancabile per l’aeroporto?
La Nike Studio Fleece… Adoro indossare la tuta. È comodissima, super rilassata. E mi tiene al caldo! Una cosa che mi riguarda: in aeroporto le caviglie non possono restare scoperte. Mi serve anche qualcosa di caldo sopra. Per questo è semplicemente perfetta.
In aeroporto sei più da sneaker o da ciabatte?
Oh. Sono una tipa da sneaker. Di solito non mi piace lasciare i calzini in vista, quindi preferisco essere ben coperta.
La tua città natale, Oakland, ha influenzato il tuo modo di vestire?
Nella mia testa, il mio stile è qualcosa di molto personale, ma nella Bay Area essere così è incoraggiato. Dovresti avere un tuo modo di vestire e puoi esprimere te stessa. È così che mi sono sentita crescendo nella Bay Area: potevo esprimermi e sperimentare molto, perché lì ci sono tantissime persone con stili diversi. Basta guardare me e i miei fratelli: ci vestiamo tutti in modo così diverso. Io, poi, ho letteralmente sperimentato ogni stile.
Con il clima della Bay Area vestirsi a strati è essenziale: quali sono i capi indispensabili per i tuoi layering?
Mi piace sovrapporre tantissimi capi nella parte sopra: una canotta sotto una T-shirt e poi una felpa con cappuccio, lasciando spuntare la T-shirt. Adoro questo effetto. Anche con i pantaloni della tuta della collezione Studio Fleece, per esempio, puoi lasciare intravedere un po’ di intimo oppure aggiungere un altro capo, così da sovrapporre fantasie e colori diversi. Mi piace moltissimo.
Sei più da tuta nera o da tuta grigia?
Onestamente, entrambe. Non riuscirei proprio a scegliere. Ci sto pensando ora: pantaloni della tuta neri o grigi? Direi tutti e due!
Ha perfettamente senso, con la tua acconciatura distintiva. Hai detto di preferire i pantaloni ampi, ma sono curiosa di sapere come la pensi sulle felpe: le preferisci oversize o cropped?
Adoro le felpe con cappuccio oversize. Sempre. Sono capi in cui puoi nasconderti e sentirti comoda. E se hai freddo mentre sei seduta, puoi anche mettertele sulle gambe. Sono davvero perfette.
In generale, tendi più a privilegiare la comodità o lo stile?
Penso che siano entrambi ugualmente importanti perché, da atleta, amo muovermi e devo potermi muovere con quello che indosso. A volte, però, sono anche disposta a rinunciare a un po’ di comodità. Nella vita di tutti i giorni scelgo il comfort, ma deve sempre esserci stile — è fondamentale.
Dove pensi che sarebbe più facile vederti con addosso una Studio Fleece?
Oddio. Mi vedreste con la Studio Fleece a casa o in sala danza. Ballo molto e lavoro spesso alle coreografie, quindi devo indossare qualcosa che mi permetta di muovermi. Quando faccio coreografia, la libertà di movimento viene prima di tutto. E devo restare al caldo. Sul ghiaccio, poi, fa freddo. Quindi mi vedrete indossarla anche lì.

















