La Spagna batte l’Argentina 1-0 e vince i Mondiali FIFA 2026
Il gol di Ferran Torres ai supplementari decide la finale.
Sommario
La Spagna ha dominato possesso palla e campo per tutti i 120 minuti della finale dei Mondiali 2026 al MetLife Stadium, concedendo appena due tiri in totale all’Argentina.
Ferran Torres ha insaccato di piatto all’inizio del secondo tempo supplementare, dopo che un cross di Pedro Porro e un colpo di testa di Nico Williams avevano creato il varco.
Enzo Fernández è stato espulso per doppia ammonizione nel recupero, dopo un duro intervento su Pau Cubarsí, lasciando i campioni in carica a giocare i supplementari in dieci uomini.
La Spagna ha vinto il Mondiale FIFA 2026 battendo l’Argentina 1-0 ai tempi supplementari, domenica al MetLife Stadium, e conquistando il suo secondo titolo al termine di una finale che il solo risultato non basta a raccontare. I campioni d’Europa hanno esercitato un controllo totale per tutti i 120 minuti, soffocando i campioni del mondo in carica al punto che l’Argentina ha effettuato il suo primo tiro soltanto al 115° minuto: un primato di sterilità ai Mondiali.
L’assetto della partita è apparso chiaro fin dal fischio d’inizio. Con un possesso paziente e continui cambi di fascia, la Spagna ha subito dettato ritmo e controllo del campo, costringendo l’Argentina in un blocco basso e reattivo dal quale la squadra di Lionel Scaloni non è mai riuscita davvero a uscire. La gara ha seguito il copione previsto da molti: la Roja faceva circolare il pallone con l’intento di trovare varchi, mentre l’Argentina aspettava bassa il momento giusto per lanciare Lionel Messi. Una strategia che aveva premiato i campioni in carica per tutto il torneo, con i 39 anni di Messi decisivi nelle rimonte finali contro Egitto e Inghilterra nei turni precedenti. Contro la Spagna, però, non si è aperto alcun varco.
La differenza non stava soltanto in chi aveva il pallone, ma nella capacità di trasformare il possesso in pericoli concreti. Emiliano «Dibu» Martínez è stato costretto a una serie di parate che hanno tenuto da sole il risultato in equilibrio per tutti i tempi regolamentari. Tra queste, uno splendido intervento su una conclusione di Nico Williams all’inizio dei supplementari. La Spagna ha continuato a creare occasioni con rapidi cambi di gioco e incisive combinazioni centrali, mentre la produzione offensiva dell’Argentina si è completamente spenta. I campioni in carica non sono riusciti a costruire neppure un tentativo verso la porta nei primi 115 minuti: una sterilità offensiva senza precedenti a questi livelli.
Accanto alla morsa tattica della Spagna, si è giocata anche una sfida fisica. La partita è stata combattuta dall’inizio alla fine, con l’arbitro Slavko Vinčić restio a estrarre cartellini e propenso a lasciare correre. L’Argentina ha puntato molto sull’interruzione del gioco, cercando di spezzare il ritmo della Spagna con ripetuti falli tattici. Ma nel recupero dei 90 minuti Enzo Fernández ha travolto il difensore centrale Pau Cubarsí, non lasciando a Vinčić altra scelta: il secondo giallo ha ridotto l’Argentina in dieci per tutti i 30 minuti dei tempi supplementari.
Con la superiorità numerica dalla sua, la Spagna ha aumentato ulteriormente la pressione. L’azione decisiva è arrivata all’inizio del secondo tempo supplementare: Pedro Porro ha crossato dalla destra, Nico Williams è andato a colpire di testa e il pallone è arrivato a Ferran Torres, che da pochi passi lo ha piazzato in rete di piatto. Entrato nella ripresa, Torres ha così segnato il suo primo gol del torneo. Una rete che ha premiato una pressione offensiva incessante più che un singolo lampo di genio individuale: il frutto del sistema, non un’eccezione.
Per Messi, la finale ha segnato un epilogo sottotono di quello che aveva detto sarebbe stato il suo ultimo Mondiale. Ha chiuso il torneo con otto gol e quattro assist, ma la partita decisiva non gli ha lasciato margini per incidere contro una difesa che si è semplicemente rifiutata di concedere spazio. Per l’Argentina era la terza finale nelle ultime quattro edizioni, dopo la sconfitta contro la Germania nel 2014 e il successo sulla Francia nel 2022. Stavolta, contro una Spagna più fresca e tecnicamente più raffinata di qualunque avversaria incontrata dai campioni in carica nel tabellone, non c’è stata alcuna rimonta da costruire nel finale.
La Spagna ha coronato un Mondiale in cui ha subito un solo gol in otto partite, contro il Belgio nei quarti di finale. Il commissario tecnico Luis de la Fuente ha sorpreso gli osservatori con diverse scelte di formazione, tra cui quella di lasciare ancora una volta Pedri in panchina per la finale, ma la prestazione e il risultato hanno infine dato ragione a ogni decisione. Già campione d’Europa in carica, la Roja completa con il trionfo mondiale una doppietta internazionale che consacra questa squadra come una delle Nazionali più complete che il calcio abbia mai prodotto in un grande torneo.



















