Samsung Electronics registra un utile operativo record di 62 miliardi di dollari grazie al boom dell'AI
Spinta dalla domanda globale alle stelle di chip di memoria ad alta larghezza di banda, la potenza tecnologica sudcoreana segna il più alto fatturato trimestrale della sua storia.
Sommario
Samsung Electronics ha registrato un utile operativo record nel secondo trimestre 2026 di circa 62 miliardi di dollari, trainato dal boom della domanda di soluzioni di intelligenza artificiale.
I prezzi delle azioni sono però scesi nonostante i risultati, a causa degli ingenti investimenti in capitale e della crescente concorrenza da parte di aziende cinesi di semiconduttori.
Samsung Electronics ha raggiunto risultati finanziari senza precedenti nel secondo trimestre del 2026. Il colosso ha registrato un utile operativo record di 89,5 trilioni di won (62 miliardi di dollari), accompagnato da ricavi ai massimi storici di 171,5 trilioni di won (119 miliardi di dollari). Questa crescita straordinaria è direttamente legata al perdurante boom globale dell’intelligenza artificiale. Anche la rivale locale SK Hynix ha beneficiato della corsa all’AI, registrando ricavi record di 60,5 trilioni di won. Insieme, i due giganti controllano circa due terzi del mercato globale dei chip di memoria e stanno riconvertendo con decisione la produzione per rispondere alla domanda alle stelle di componenti di memoria ad alta larghezza di banda.
Nonostante questi risultati storici, questa settimana entrambe le aziende hanno visto crollare le proprie quotazioni sulla volatile Borsa sudcoreana. Secondo alcune fonti, gli investitori sono sempre più preoccupati per gli enormi investimenti necessari ad aumentare la capacità produttiva. Si intensificano inoltre i timori per la crescente concorrenza cinese, dopo le notizie secondo cui aziende statali starebbero producendo in serie macchinari avanzati per la litografia. Il recente debutto in Borsa della concorrente cinese ChangXin Memory Technologies ha ulteriormente acuito le preoccupazioni degli azionisti.
Per mitigare i rischi di mercato nel lungo periodo e assicurarsi una domanda garantita, Samsung sta legando i clienti aziendali a contratti di fornitura pluriennali. I rappresentanti dell’azienda hanno spiegato che tali accordi copriranno fino al 70% dell’intera disponibilità di DRAM del marchio, mentre gli esperti prevedono che la carenza di semiconduttori proseguirà fino al 2028. La strategia mira a proteggere il produttore di chip dalle future oscillazioni della domanda, garantendo al tempo stesso alle principali aziende tecnologiche un accesso affidabile alle infrastrutture essenziali per l’AI.
Per sostenere questa strategia ambiziosa, la capacità produttiva si sta espandendo anche all’estero. Samsung prevede di avviare entro la fine dell’anno la costruzione di un secondo impianto di fabbricazione di semiconduttori a Taylor, in Texas, con l’obiettivo di renderlo operativo nel 2030. Anche la leadership sudcoreana si sta muovendo per consolidare queste alleanze tecnologiche. Il presidente Lee Jae Myung si è recentemente recato a San Francisco con i dirigenti di Samsung e SK per finalizzare ampi accordi di cooperazione con importanti aziende statunitensi del settore, come Nvidia e OpenAI.

















