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L’icona dei Boston Celtics Jaylen Brown ha rilasciato un’emozionante dichiarazione dopo la blockbuster trade che lo ha spedito ai rivali Philadelphia 76ers.
La maxi operazione porta il 5 volte All-Star a Philly in cambio del veterano Paul George, di due prime scelte e due seconde scelte al Draft.
Brown ha ammesso di provare “un mix di emozioni” e ha criticato il presidente dei Celtics Brad Stevens per le modalità con cui è stata gestita la clamorosa trade dell’ultimo minuto.
L’ex perno dei Boston Celtics Jaylen Brown ha rotto il silenzio dopo uno scambio di mercato epocale, capace di ribaltare gli equilibri della lega, che lo ha spedito ai rivali Philadelphia 76ers. In una dichiarazione ufficiale diffusa tramite ESPN di Shams Charania e successivamente approfondita durante una toccante livestream su Twitch, il Finals MVP 2024 ha raccontato un intreccio di profonda gratitudine verso la città di Boston e di forte frustrazione nei confronti del front office dei Celtics, ammettendo di essere «entusiasta e deluso allo stesso tempo» dopo essere stato improvvisamente impacchettato e spedito via dall’unica casa NBA che abbia mai conosciuto.
La trade monumentale, che ha fatto tremare l’intero mondo dello sport, segna una svolta tattica senza precedenti per i Celtics. Per assicurarsi l’ala di 29 anni, i 76ers hanno rinunciato al nove volte All-Star Paul George e a un importante pacchetto di scelte future al Draft, spedendo a Boston due prime scelte e due seconde. La decisione di muovere Brown arriva subito dopo la sua miglior stagione in carriera, chiusa a 28,7 punti, 6,9 rimbalzi e 5,1 assist di media, con una chiamata nell’All-NBA Second Team e il ruolo di ancora di salvezza dei Celtics durante il recupero di Jayson Tatum dall’infortunio al tendine d’Achille.
Se da un lato Brown ha ribadito il suo amore profondo per i tifosi e per la community che ha costruito a Boston, dall’altro non si è trattenuto quando ha affrontato il tema di come la trade sia stata gestita dal President of Basketball Operations dei Celtics, Brad Stevens. Le tensioni avrebbero iniziato a montare già a inizio offseason, quando Boston aveva messo Brown al centro di un pacchetto di scambio—poi naufragato—per arrivare alla superstar dei Bucks Giannis Antetokounmpo (finito infine ai Miami Heat). Brown ha raccontato come il passaggio da colonna della franchigia a semplice asset di mercato sia avvenuto nel giro di una notte, lasciandolo con la sensazione di essere stato scartato e sottovalutato.
«Ragazzi, Boston mi ha impacchettato. Fate le valigie, sayonara amico. Fuori di qui. Devo dire che sto ancora elaborando tutto. C’è un mix di entusiasmo, delusione, è un vortice di emozioni… Non sono stato felice del grado di rispetto che mi è stato mostrato in questo processo. Penso ci sia stata un po’ di mancanza di rispetto.» Nonostante l’uscita tutt’altro che celebrativa, il cinque volte All-Star sta già spostando il focus su un nuovo, esplosivo capitolo negli equilibri della Eastern Conference. Sbarcando a Philadelphia, Brown va subito a comporre uno dei nuclei più spaventosi della lega insieme all’ex MVP Joel Embiid, all’All-Star Tyrese Maxey e al neo-arrivato playmaker free agent Anfernee Simons. Passato dal ruolo di super villain a Philly a quello di nuovo salvatore, Brown ha chiuso il suo intervento con un messaggio chiarissimo alla nuova fanbase, promettendo di conquistare la loro stima solo con impegno puro e instancabile sul parquet: «Philly, alziamo la palla a due: andiamo a prendercela!»