doublet SS27 cattura l’adrenalina e il caos di “A DAY IN THE LIFE”
Lanciati in passerella come caricature viventi, i modelli incarnano la sovrastimolazione e la stanchezza digitale del pendolare medio.
Sommario
doublet SS27 “A DAY IN THE LIFE” trasforma la routine quotidiana in satira grazie a personaggi da passerella caotici e iper‑realistici.
Tailoring oversize, cappotti stampati come scontrini, denim vissuto e sneakers esagerate mettono in scena umorismo e critica sociale.
Accessori irriverenti e grafiche che strizzano l’occhio a PUMA aggiungono una forte vibrazione subculturale.
Per la Primavera/Estate 2027, doublet ha indossato i panni di molteplici personaggi, con ogni look studiato ad arte per offrire uno scorcio sulla “A DAY IN THE LIFE” di qualcuno. Presentata a Parigi, la sfilata si è dispiegata come una lettura giocosa ma toccante dei rituali quotidiani e dei dettagli che spesso passano inosservati. Il designer Masayuki Ino ha trasformato la passerella in un commento satirico e iper‑realistico sulle abitudini contemporanee, la sovrastimolazione e le assurdità dell’esistenza urbana. Fedele al suo umorismo sovversivo, Ino ha attinto a scenari apparentemente banali – spostamenti, commissioni, incontri fugaci – dove modelle e modelli correvano in passerella in un caos studiato, caricaturando le figure che popolano la vita di tutti i giorni.
La collezione si è aperta con capi sartoriali volutamente costruiti per sembrare spontanei e scomposti, a evocare la corsa frenetica del tragitto di prima mattina. Blazer oversize dalle linee squadrate sovrapposti a capi spaiati, camicie decostruite con abbottonature oblique e pantaloni che si accumulano alle caviglie restituivano tutta la stanchezza della vita metropolitana. Queste proporzioni esasperate e i dettagli volutamente “fuori registro” hanno fissato il mood di una stagione in cui il disordine diventa progetto.
Tra i look di punta spiccavano maglie e top costruiti per richiamare oggetti di consumo quotidiani, accostati a t‑shirt grafiche ispirate ai linguaggi corporate e all’immaginario visivo della strada. La collezione ha abbracciato anche una utility dal piglio teatrale, con coordinati in denim vissuto, activewear in nylon stropicciato e capispalla dilatati fino a proporzioni da armatura. Sfruttando il volume come arma, doublet ha usato silhouette ampie e avvolgenti per occupare lo spazio e amplificare la presenza, trasformando i classici familiari in dichiarazioni volutamente esagerate.
Gli accessori e le collaborazioni footwear hanno aggiunto una dimensione da performance art, innestando un’immediata risonanza subculturale. Tra i pezzi più chiacchierati, le t‑shirt vissute con la scritta “I <3 PUMA” e le maglie a maniche lunghe che riprendono ironici poster “Lost PUMA”, completi di segnaletiche fotografiche di grandi felini. Questi ammiccamenti ludici hanno ribadito la capacità di doublet di fondere satira e moda, consolidando la reputazione del brand nel trasformare l’ordinario in straordinario.

















