In sintesi
- L’artista cubano-americana Ana Mendieta è al centro di un’importante nuova retrospettiva alla Tate Modern.
- In programma fino a gennaio 2027, la mostra spazia tra scultura, performance, fotografia, film, disegno e installazione, restituendo un ritratto completo e delicato di un’artista che ha segnato un’intera generazione.
- In mostra anche opere raramente esposte, film appena rimasterizzati e l’iconica serie Silueta.
La Tate Modern di Londra celebra l’eredità visionaria dell’artista cubano-americana Ana Mendieta con un’importante nuova retrospettiva. In programma fino a gennaio 2027, la mostra consacra Mendieta tra le grandi artiste del Novecento, mettendo in luce con sensibilità e completezza una pratica pionieristica che ha ridefinito il rapporto tra corpo, terra e identità.
Nata all’Avana, a Cuba, nel 1948, Mendieta fu esiliata negli Stati Uniti a soli dodici anni. Cresciuta in Iowa, studiò archeologia e arte, sviluppando una pratica multidisciplinare volta a ristabilire un legame con il suo Paese d’origine.
Muovendosi tra scultura, performance, fotografia, film e installazione, divenne celebre soprattutto per le radicali opere «earth-body». In contrasto con i gesti monumentali prediletti da molti suoi contemporanei, perlopiù uomini, i suoi interventi sul paesaggio erano più intimi e sottili: imprimevano direttamente nella natura tracce della forma umana.
La sua serie più celebre, Silueta, anch’essa al centro della retrospettiva alla Tate, ebbe inizio nel 1973. Tra le Americhe e l’Europa, Mendieta bruciava, modellava e intagliava forme effimere negli ambienti naturali, imprimendo la propria figura nella terra e affrontando temi quali lo sradicamento, il rinnovamento, l’appartenenza e la riconnessione spirituale.
La retrospettiva presenta anche «Ñañigo Burial» (1976), una Silueta dal vivo realizzata con candele rituali nere e la sua prima opera earth-body realizzata in uno spazio interno, insieme a una selezione dei primi film dell’artista, molti dei quali appena rimasterizzati: «Anima, Silueta de Cohetes (Firework Piece)» (1976), «Bird Run» (1974), «Ochún» (1981) e «Parachute» (1973). Saranno inoltre esposti delicati disegni di foglie e una selezione della sua serie pittorica Amategram.
Sebbene negli ultimi anni Mendieta sia stata protagonista di diverse importanti mostre, l’esposizione della Tate si distingue perché evita di leggere la sua eredità alla luce della sua tragica morte, avvenuta nel 1985: una vicenda e il cui presunto responsabile, Carl Andre, finiscono spesso per oscurarne i traguardi. La mostra si concentra invece sull’intera ampiezza della sua straordinaria pratica, riportando l’attenzione sulle idee e sulle innovazioni che ne hanno fatto una delle artiste più significative della sua generazione.
«Per me, l’opera è esistita su livelli diversi», disse una volta. «È esistita nel suo stare nella natura… fino a essere, alla fine, erosa dal tempo.»
Ana Mendieta è in mostra a Londra fino al 17 gennaio 2027. Per maggiori informazioni sulla visita, consultate il sito del museo.
Tate Modern
Bankside,
Londra SE1 9TG,
Regno Unito