Christie’s apre una boutique di vini e spirits al Rockefeller Center

Christie’s Wine and Spirits boutique planned inside Rockefeller Center headquarters in New York City
Michael Nguyen/NurPhoto via Getty Images

Sintesi

  • Christie’s prevede di inaugurare una boutique del vino di circa 50 metri quadrati nella sede del Rockefeller Center a New York nella seconda metà del 2026
  • La casa d’aste ha ottenuto un emendamento legislativo ad hoc che le consente di aggirare una normativa risalente all’epoca del Proibizionismo che vietava ai rivenditori di vino di possedere vigneti
  • Per rispettare lo spirito della legge, Christie’s ha accettato di non mettere in vendita alcuna annata prodotta dal gruppo Artémis Domaines, controllato dal suo azionista di riferimento

Christie’s sta ampliando la propria presenza nel retail fisico con il lancio imminente di una boutique interamente dedicata al vino. La casa d’aste internazionale intende aprire un negozio di circa 50 metri quadrati all’interno della sede newyorkese al 20 Rockefeller Plaza. L’operazione segue una significativa vittoria legislativa, con cui i parlamentari statali hanno approvato una norma su misura che consente al gruppo di aggirare le regolamentazioni risalenti all’epoca del Proibizionismo che disciplinano la Alcoholic Beverage Control Law. In precedenza, queste regole vietavano in modo tassativo ai rivenditori di vino di operare contemporaneamente come produttori. Il divieto entrava in rotta di collisione con gli interessi del miliardario francese François Pinault e della sua holding Artémis Domaines, che controlla vigneti prestigiosi come Château Latour ed Eisele Vineyard.

Per agevolare l’apertura a Midtown, la casa d’aste ha acquisito nel 2024 un’enoteca nel Bronx, al numero 841 di Barreto Street. L’azienda ha poi richiesto di trasferire quella licenza per la vendita di alcolici direttamente al flagship del Rockefeller Center. I piccoli imprenditori hanno criticato pubblicamente le manovre politiche necessarie per ottenere questa deroga. I rivenditori indipendenti sostengono che l’eccezione favorisca le grandi corporation facoltose a scapito dei negozi di quartiere, costretti a rispettare rigidamente il quadro normativo vigente. Una norma analoga della New York State Liquor Authority costò infatti a Eataly una celebre maxi-multa da mezzo milione di dollari nel 2014 per la mancata dichiarazione della proprietà di vigneti.

Questa espansione strategica punta a rafforzare con decisione il posizionamento di Christie’s nel competitivo mercato dei grandi vini d’annata. I dati mostrano che, con 89 milioni di dollari di ricavi globali dal vino, la maison è ancora dietro alle rivali storiche Sotheby’s, Acker e Zachy’s. L’ingresso nel retail fisico offre un canale diretto verso la clientela altospendente di avvocati e professionisti della finanza che lavorano in zona. Per garantire il pieno rispetto della nuova normativa, la boutique ha accettato di escludere rigorosamente dagli scaffali qualsiasi bottiglia prodotta dalla famiglia Pinault.

Questa svolta nel retail fisico arriva sulla scia di risultati straordinari nelle aste della maison. Tra i successi più eclatanti spicca la storica vendita da 28,8 milioni di dollari della William I. Koch collection. Portare una selezione di etichette d’eccellenza direttamente al consumatore rappresenta una svolta decisa per il brand. Offrire un accesso quotidiano, curato e su misura alle bottiglie più rare permette a Christie’s di consolidare la propria centralità culturale tra i collezionisti più esigenti anche al di fuori del tradizionale calendario d’asta.

 

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Fonti

Artémis Domaines

Artemis Domaines

ARTÉMIS DOMAINES BRINGS TOGETHER EXCEPTIONAL VINEYARDS, AND INDIVIDUALS WHO SHARE A PASSION FOR WINE AND FOR NURTURING LIFE. ARTÉMIS DOMAINES OWNS NINE PROPERTIES IN BORDEAUX, BURGUNDY, THE RHÔNE VALLEY, CHAMPAGNE, THE NAPA VALLEY IN CALIFORNIA AND OREGON.