Riepilogo
- Ha accettato un’estensione di contratto da record: due anni per 35 milioni di dollari USD per restare alla guida dei Golden State Warriors
- È diventato l’allenatore più pagato nella storia della NBA su base annuale, con una media di 17,5 milioni di dollari a stagione
- Ha allineato la propria permanenza agli ultimi due anni di contratto della superstar Stephen Curry, fino alla stagione 2025-26
L’head coach dei Golden State Warriors Steve Kerr ha appena chiuso una maxi estensione di contratto che mette un sigillo sul suo futuro alla guida della corazzata californiana. Con ben 35 milioni di dollari distribuiti su due anni, il leggendario stratega si garantisce il posto in panchina fino alla stagione NBA 2025-26. L’intesa, di altissimo profilo, è arrivata dopo una lunga trattativa tra l’entourage del coach e il general manager dei Warriors, Mike Dunleavy Jr. Allineando la durata di questo nuovo accordo alla timeline attuale di Stephen Curry, la franchigia manda un messaggio chiarissimo: vuole sfruttare fino in fondo la finestra per il titolo del proprio zoccolo duro di veterani.
Con una media di 17,5 milioni di dollari USD a stagione, il 58enne allenatore diventa ufficialmente il coach più pagato nella storia della NBA su base annuale, spazzando via ogni dubbio sul suo valore di mercato. Anche se colleghi come Erik Spoelstra e Gregg Popovich possono contare su accordi dal valore complessivo più alto, la cifra stagionale di Kerr fissa un benchmark senza precedenti per lo sport professionistico. Ancora più sorprendente, questo ingaggio annuale supera i guadagni complessivi della sua intera carriera da giocatore, un percorso leggendario coronato da cinque anelli NBA.
Mettere al sicuro questo maxi contratto è la consacrazione di un decennio di dominio assoluto nella Bay Area. Da quando nel 2014 ha preso in mano i Golden State Warriors e li ha trasformati in una dinastia cestistica contemporanea, regalando quattro titoli NBA nelle sue prime otto stagioni. Da debuttante in panchina ha riportato alla franchigia il primo anello dopo 40 anni, blindando il proprio nome accanto a leggende di Golden State come Eddie Gottlieb e Alvin Attles. Pochi giorni prima di firmare questa estensione, il coach ha centrato la 500ª vittoria in carriera: riuscirci in sole 764 partite lo rende il quinto allenatore più veloce nella storia della lega a raggiungere questo traguardo.
Il proprietario della franchigia, Joe Lacob, ha lodato pubblicamente le straordinarie doti gestionali e l’integrità del suo coach, chiarendo che trattenerlo era una priorità assoluta per il front office. Da qui in avanti, la sfida sarà colmare il divario tra due generazioni di giocatori: lo spogliatoio dovrà fondere senza attriti una dinastia in fase calante con un nuovo nucleo di giovani talenti, un equilibrio delicatissimo che richiede una guida salda. Prima di concentrare tutte le energie su questa inevitabile transizione di roster, però, la mente cestistica di Kerr sarà alla guida della nazionale maschile degli Stati Uniti alle prossime Olimpiadi di Parigi, in programma quest’estate.