Sommario
- Il Metropolitan Museum of Art ha annunciato ufficialmente i dettagli della mostra primaverile 2026 del Costume Institute, intitolata Costume Art
- L’annuale Met Gala si terrà lunedì 4 maggio 2026, invitando gli ospiti a interpretare il tanto atteso dress code “Fashion is Art”
- La mostra inaugurerà le nuove Condé M. Nast Galleries, uno spazio di 12.000 piedi quadrati, presentando quasi 400 pezzi che affiancano abiti storici a opere d’arte per indagare le rappresentazioni tematiche del corpo attraverso i secoli
Il Metropolitan Museum of Art prepara ufficialmente il palcoscenico per la notte più importante della moda. L’istituzione ha svelato i tanto attesi dettagli della mostra primaverile 2026 del Costume Institute, Costume Art, insieme al relativo Met Gala di raccolta fondi. Chiamando gli ospiti a interpretare il tema “Fashion is Art”, il gala di quest’anno si preannuncia come una celebrazione profondamente concettuale. La prossima mostra esplorerà in modo radicale la centralità del corpo vestito, affiancando con maestria secoli di abiti a opere d’arte iconiche per illuminare il legame indissolubile e complesso tra abbigliamento e figura umana.
Uno dei momenti clou della stagione 2026 sarà il debutto delle Condé M. Nast Galleries. Il vasto spazio di quasi 12.000 piedi quadrati — progettato da Miriam Peterson e Nathan Rich dello studio Peterson Rich Office (PRO) — si trova accanto alla Great Hall e rappresenta un salto di qualità monumentale per il Costume Institute. Rese possibili da una significativa donazione principale di Condé Nast, le nuove gallerie permanenti ribadiscono l’impegno del Met a investire costantemente nella presentazione e nella valorizzazione della moda come forma d’arte a pieno titolo.
A cura di Andrew Bolton, Costume Art presenterà quasi 400 oggetti che coprono oltre 5.000 anni di espressione artistica. Invece di esporre capi “disincarnati”, la mostra è organizzata in categorie tematiche legate al corpo — come il “Corpo classico”, il “Corpo nudo”, il “Corpo che invecchia” e il “Corpo in gravidanza”. Per enfatizzare ulteriormente l’esperienza incarnata, gli abiti saranno presentati su piedistalli e piattaforme, a sottolineare una piena equivalenza tra le opere e le diverse tipologie corporee. Inoltre, i manichini avranno teste in acciaio lucidato progettate dall’artista Samar Hejazi, invitando i visitatori a vedersi letteralmente riflessi nelle installazioni.
Gli accostamenti curatoriali daranno vita a dialoghi profondi che attraversano la storia. Tra i contrasti più sorprendenti spicca un completo 2022–23 di Glenn Martens per Y/Project, abbinato a una statua in marmo del I–II secolo d.C. raffigurante Diadoumenos; un ampio abito da passeggio del 1883 esposto accanto allo studio del 1884 di Georges Seurat, Study for “A Sunday on La Grande Jatte”; un ensemble 1997–98 di Comme des Garçons accostato al dipinto del 1917 di Max Weber, “Figure in Rotation”; e un abito contemporaneo di Dilara Findikoglu presentato insieme a una spilla da lutto del 1868 firmata Tiffany & Co. in onice.
In quanto principale fonte di finanziamento del Costume Institute, il Met Gala 2026 si preannuncia come una serata indimenticabile, in cui le star più influenti del mondo fonderanno l’alta moda contemporanea con la grande storia dell’arte. La Costume Art mostra aprirà ufficialmente al pubblico il 10 maggio 2026, offrendo ai visitatori uno sguardo trasformativo su come i capi che indossiamo plasmino — e siano a loro volta plasmati — il mondo che ci circonda.