'Fortnite' è ufficialmente tornato su App Store per iOS in tutto il mondo
Dopo ben cinque anni di attesa.
In sintesi
- Epic Games ha riportato Fortnite sull’App Store a livello globale dopo la sua riedizione negli Stati Uniti
- L’espansione esclude deliberatamente l’Australia a causa delle dispute ancora in corso sulle condizioni imposte agli sviluppatori, che il publisher sostiene siano tuttora illegali
- Il CEO Tim Sweeney ha sottolineato la necessità di ricostruire il coinvolgimento su mobile dopo il taglio di oltre 1.000 posti di lavoro all’inizio di quest’anno
Dopo una pausa di cinque anni e una durissima guerra legale con Apple, Epic Games ha riportato Fortnite nuovamente sui dispositivi iOS di tutto il mondo. Il blockbuster battle royale è ora accessibile in quasi tutti i principali mercati. Il publisher considera questo lancio l’ultima fase della sua campagna per smantellare l’ecosistema dei pagamenti estremamente restrittivo che domina il gaming mobile. I vertici della società puntano sul fatto che le imminenti imposizioni di trasparenza dei tribunali federali costringeranno Apple a rendere pubblici i costi operativi e finiranno per annientare quelle che definiscono le cosiddette “junk fees” di Apple.
Mentre i giocatori in Europa e nelle Americhe possono tornare subito in azione, l’Australia resta la grande assente dalla mappa del lancio. Epic Games ha ottenuto una grande vittoria in un tribunale locale lo scorso anno, quando un giudice ha stabilito che Apple ha abusato del suo potere di mercato limitando i metodi di distribuzione alternativi. Apple ha risposto introducendo nuove condizioni regionali per gli sviluppatori, in modo da adeguarsi tecnicamente alla sentenza. Tim Sweeney e il suo team legale considerano questi parametri aggiornati fondamentalmente illegali e si rifiutano di operare alle loro condizioni. L’Australian Competition and Consumer Commission è persino intervenuta nella disputa per valutare le ampie ricadute di interesse pubblico di questo stallo.
Questa offensiva sul fronte mobile arriva in una fase turbolenta per il gigante dei videogiochi. Fortnite è il motore finanziario dell’intera azienda e la sua assenza dalle piattaforme con miliardi di utenti ha frenato pesantemente i ricavi. Sweeney ha ammesso pubblicamente che porsi come avanguardia del settore contro i monopoli tech ha comportato un pesante danno collaterale. Il publisher è stato costretto a licenziare oltre 1.000 dipendenti all’inizio di quest’anno per stabilizzare i propri conti. Ricostruire un’enorme audience sugli smartphone è ormai una tattica di sopravvivenza cruciale, più che una crociata di principio.
Il contesto di mercato più ampio racconta una battaglia complessa per la supremazia digitale, più che la semplice storia di un outsider. Epic Games si propone come paladino dei creator indipendenti, pur mantenendo una propria commissione del 12 per cento sulle piattaforme PC. Apple sostiene di aver costruito l’infrastruttura che rende possibile la distribuzione globale e di meritare un compenso adeguato per mantenerla. Le due corporation sono ormai bloccate in un braccio di ferro ad altissima posta, mentre i regolatori di tutto il mondo ne osservano ogni mossa con il microscopio puntato addosso.





















