Ryder Ripps, Jeremy Cahen e Yuga Labs raggiungono un accordo sulla causa Bored Ape Yacht Club
Si chiude la causa per violazione di marchio avviata nel 2022.
In breve
- Gli artisti Ryder Ripps e Jeremy Cahen hanno chiuso un accordo definitivo con Yuga Labs, mettendo fine a una battaglia legale durata anni sul marchio Bored Ape Yacht Club.
- L’accordo impone ai convenuti di cedere il controllo di tutti gli smart contract RR/BAYC, dei domini e degli account social al creatore della collezione di NFT.
- La transazione fa seguito a una decisione della corte d’appello che aveva precedentemente annullato una condanna da 9 milioni di dollari e disposto un processo con giuria per dirimere la controversia.
L’artista concettuale Ryder Ripps e il suo collaboratore Jeremy Cahen hanno ufficialmente raggiunto un accordo finale con Yuga Labs, la powerhouse dietro la collezione di NFT Bored Ape Yacht Club (BAYC), ormai onnipresente nell’immaginario pop. Questa risoluzione mette definitivamente fine a una clamorosacausa per violazione di marchioesplosa per la prima volta nel 2022. In quel periodo, il duo creativo ha lanciato la collezione RR/BAYC, un progetto alternativo che ha osato utilizzare immagini digitali identiche ai non-fungible token originali di Bored Ape. Ripps e Cahen hanno sostenuto con forza che il loro controverso progetto fosse un’opera satirica di arte concettuale, tutelata dal Primo Emendamento. Tuttavia, un tribunale federale di primo grado si è inizialmente schierato con i creatori originali, stabilendo di fatto che le opere “specchiate” generassero una reale confusione tra i consumatori nel marketplace digitale.
In base ai rigorosi termini del nuovoaccordo transattivo definitivo, a entrambi, Ripps e Cahen, è vietato in modo permanente utilizzare in futuro qualsiasi marchio BAYC o immagine a esso collegata. Il documento, giuridicamente vincolante, impone ai convenuti una tabella di marcia serrata per ripulire l’ecosistema. Entro 10 giorni dall’ordine definitivo, gli artisti dovranno trasferire tutti gli smart contract collegati, i domini web dedicati e gli NFT residui direttamente legati al progetto RR/BAYC ai ricorrenti, per la loro distruzione permanente. Questa ampia direttiva cancella di fatto il progetto derivato dalla blockchain, riaffermando la supremazia di Yuga Labs sugli asset digitali contestati.
Questa conclusione definitiva arriva dopo un vero e proprio ottovolante di decisioni giudiziarie intorno all’universo Web3. Sebbene una precedente sentenza del 2024 avesse imposto con forza agli artisti concettuali di pagare quasi 9 milioni di dollari tra danni e spese legali, quel verdetto è stato poi parzialmente annullato in appello. Questo cambio di rotta ha permesso a Yuga Labs e ai convenuti di arrivare all’attuale soluzione negoziata, evitando quello che si preannunciava come un lungo processo con giuria. Sia gli esperti di diritto sia i builder della blockchain considerano questa complessa controversia un precedente fondamentale per l’applicazione contemporanea del diritto tradizionale di proprietà intellettuale agli asset digitali decentralizzati, fissando confini più chiari tra libertà artistica e tutela del copyright nei media decentralizzati.



















