Samsung alza i prezzi di Galaxy Z Flip 7 e Tab S11: ecco cosa cambia
Come con i rincari di Microsoft Surface: la carenza di DDR5 e la corsa ai datacenter AI fanno lievitare i prezzi dei device consumer.
In breve
- Samsung ha ritoccato senza troppi clamori i prezzi al dettaglio dell’intero portafoglio di smartphone e tablet di fascia alta, colpendo soprattutto le configurazioni con più memoria dei modelli più desiderati
- Questi diffusi rialzi sono il risultato di una grave carenza mondiale di chip di memoria, che sta facendo impennare i costi della RAM DDR5 e dei chip NAND flash, componenti essenziali per l’hardware mobile e PC di nuova generazione
- Microsoft e altri big della tecnologia hanno già applicato aumenti analoghi, segnando una svolta generale verso un’elettronica di consumo sempre più cara, mentre il settore fa i conti con l’incessante domanda dei datacenter dedicati all’AI
Samsung ha rivisto al rialzo, senza troppo clamore, la struttura dei prezzi per una parte consistente della sua gamma mobile top di gamma, mettendo sotto pressione chi cerca tagli di memoria premium. Le versioni con capacità superiore dei modelli di punta, tra cui il Galaxy Z Flip 7, il Galaxy S25 FE e il Galaxy S25 Edge, hanno registrato improvvisi rincari al dettaglio fino a 80 dollari. Sebbene i modelli base abbiano in gran parte mantenuto il prezzo di lancio, chi punta su configurazioni da 256 GB o 512 GB si trova ora davanti a barriere d’ingresso decisamente più alte. In particolare, la versione da 512 GB del popolare pieghevole a conchiglia è salita di recente a 1.299,99 dollari, fissando un nuovo tetto per la linea foldable del brand. L’esclusivo modello da 1 TB del Galaxy Z Fold 7 è stato anch’esso ritoccato al rialzo, arrivando all’impressionante cifra di 2.499 dollari.
Gli aggressivi aggiustamenti di listino vanno ben oltre il segmento smartphone, colpendo la divisione tablet con rincari ancora più pesanti. Galaxy Tab S11 e il maxi Galaxy Tab S11 Ultra ora costano sensibilmente di più in tutte le configurazioni, azzerando di fatto il recente slancio promozionale. All’estremo superiore dell’offerta, il Galaxy Tab S11 Ultra da 1 TB ha subito un aumento importante di 280 dollari, portando il prezzo al pubblico alla cifra da capogiro di 1.899,99 dollari. Nemmeno i tablet più accessibili del brand sono sfuggiti ai ritocchi improvvisi: modelli come Galaxy Tab S10 FE e Galaxy Tab A11 Plus hanno registrato gli stessi rincari notturni e non annunciati.
Questi rincari senza tanti complimenti sono la diretta conseguenza di una carenza globale di chip di memoria che sta mettendo in subbuglio l’intera industria dell’elettronica di consumo. Il nodo centrale è l’esplosione dei costi della memoria DDR5 e di altri componenti RAM critici, aggravata dall’insaziabile domanda di High Bandwidth Memory richiesta dai datacenter AI in piena espansione. Mentre i produttori tecnologici si contendono risorse sempre più scarse, il peso economico viene inevitabilmente scaricato sull’utente finale. Finché la produzione globale non accelererà o la domanda dei datacenter non rallenterà, gli analisti prevedono che questi costi elevati dei componenti continueranno a dettare le regole del mercato hardware.
Microsoftha recentemente introdotto forti aumenti di prezzo per gli ultimi dispositivi hardware, alzando il costo d’ingresso delle linee Surface Pro e Surface Laptop di diverse centinaia di dollari per compensare le stesse pressioni sulla filiera. L’undicesima generazione di Surface Pro e la settima di Surface Laptop, entrambe alimentate da chip Snapdragon X Plus, ora partono da ben 1.499 dollari — un balzo di 500 dollari rispetto ai prezzi di lancio. Con la crisi della memoria che non mostra segnali di rallentamento, l’era dei listini stabili per la tecnologia di consumo sembra essersi messa in pausa a tempo indeterminato.



















