Epic Games prepara uno sparatutto extraction a tema Disney: il nuovo super progetto in arrivo
Uscita prevista a novembre 2026.
Sintesi
- Epic Games starebbe sviluppando un extraction shooter a tema Disney destinato a diventare il fiore all’occhiello di un investimento azionario da 1,5 miliardi di dollari da parte del colosso dell’intrattenimento.
- L’ambizioso progetto propone meccaniche di gioco simili a quelle di Arc Raiders e punta a una finestra di lancio particolarmente aggressiva fissata per novembre 2026.
- Questa svolta strategica arriva nel pieno di profondi cambiamenti strutturali in Epic, tra cui 1.000 licenziamenti recenti e il pensionamento imminente di diverse modalità chiave di Fortnite.
Epic Games sta scommettendo sul proprio futuro culturale con un’imponente nuova operazione insieme a Disney, legando una partnership azionaria da 1,5 miliardi di dollari a un extraction shooter non ancora annunciato. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il titolo collaborativo catapulterà personaggi iconici dei franchise in scenari di combattimento ad altissima tensione, dove le squadre affrontano nemici per raggiungere specifiche zone di estrazione. Anche se le valutazioni interne allo studio hanno fatto emergere opinioni contrastanti sull’originalità delle sue meccaniche, il gioco resta l’uscita di punta tra tre distinti progetti interattivi attualmente in gestazione tra le due megacorporation. Lo studio ha persino riallocato risorse di sviluppo cruciali, allontanandole da un terzo titolo in programma, dopo che il gigante dei media avrebbe espresso frustrazione per tempistiche di produzione giudicate troppo lente.
Il titolo ancora senza nome, un extraction shooter a quanto pare riprende i loop di gameplay ad alta tensione di futuri esponenti del genere come Arc Raiders. Con un lancio previsto per novembre 2026, il titolo arriva in un momento decisivo per il publisher. All’interno dell’azienda cresce l’ansia dopo una serie di delusioni commerciali consecutive: i dipendenti citano aggiornamenti poco performanti, uno store mobile in affanno e un coinvolgimento tiepido con i contenuti generati dagli utenti. Puntando con decisione su proprietà intellettuali immediatamente riconoscibili, lo studio mira a riconquistare quello slancio capace di definire lo spirito del tempo che aveva contraddistinto il suo precedente dominio nel battle royale. Un’esperienza multiplayer ad altissima finitura, costruita intorno a IP iconiche, potrebbe stabilizzare in modo concreto la posizione finanziaria della società, ampliando al contempo il suo più ampio ecosistema interattivo.
Profondi cambiamenti organizzativi stanno già spianando la strada a questa rischiosa virata creativa. Nel marzo 2026 lo sviluppatore ha messo in atto un maxi piano di risparmio da 500 milioni di dollari, che ha portato al licenziamento di 1.000 dipendenti in tutto il mondo. Parallelamente al taglio del personale, il management ha confermato in modo discreto la chiusura definitiva di diversi esperimenti legati ai franchise. La variante di combattimento ad alto ritmo Ballistic e la modalità musicale Fortnite Festival Battle Stage spegneranno completamente i server il 16 aprile, mentre lo spin-off su veicoli Rocket Racing è destinato a chiudere i battenti a ottobre. Questi tagli drastici riflettono una strategia mirata a eliminare il superfluo e raddoppiare la posta sui progetti con un appeal mainstream praticamente garantito.
I dirigenti dell’azienda respingono la narrativa secondo cui la pipeline dei progetti congiunti sarebbe caotica. Commentando le voci sulle difficoltà produttive, la Senior Director of Global Communications Liz Markman ha sottolineato che scadenze aggressive hanno sempre fatto parte del DNA dello studio. Spostare i team di sviluppo sui titoli di uscita immediata, mantenendo al contempo piccoli gruppi dedicati alla prototipazione, viene presentato come prassi operativa standard, non come misura d’emergenza. In ultima analisi, questa vasta alleanza punta a creare un universo aperto e persistente alimentato da Unreal Engine, destinato a dissolvere definitivamente i confini tra fandom passivo e consumo digitale interattivo.



















