Nintendo fa causa al governo degli Stati Uniti per dazi illegittimi: in gioco milioni di dollari
Il colosso del gaming Nintendo of America porta il governo USA in tribunale per ottenere il rimborso, con interessi, dei dazi doganali dichiarati illegittimi dopo la storica sentenza della Corte Suprema.
In sintesi
- Nintendo of America ha ufficialmente intentato una causa contro il governo degli Stati Uniti presso la US Court of International Trade
- L’azione legale fa seguito a una recente decisione della Corte Suprema che ha annullato i dazi imposti in base all’International Emergency Economic Powers Act
- L’azienda chiede il rapido rimborso dei dazi ritenuti illegittimi, comprensivi di interessi, dopo che tali politiche hanno fatto aumentare i prezzi degli accessori e ritardato i preordini di Switch 2
Nintendo sta ufficialmente intraprendendo un’azione legale contro il governo degli Stati Uniti dopo l’impatto economico dei dazi sul proprio ecosistema hardware, in particolare su Nintendo Switch 2. Sulla scia di una storica sentenza della Corte Suprema che ha annullato le politiche economiche introdotte dall’amministrazione Trump, il colosso del gaming si muove ora in modo deciso per recuperare il capitale perduto.
Come riportato da Engadget, la causa, depositata presso la US Court of International Trade, indica esplicitamente gli Stati Uniti d’America come parte convenuta. Secondo gli atti giudiziari, Nintendo sostiene di essere stata gravemente danneggiata dalla «illegittima esecuzione e imposizione di Executive Orders non autorizzati e dal conseguente pagamento dei dazi previsti dall’IEEPA». L’azienda richiede un rimborso totale e immediato di tutti i dazi versati, oltre agli interessi maturati e alle spese legali.
«Possiamo confermare di aver presentato una richiesta», ha dichiarato Nintendo of America in un comunicato. «Non abbiamo altro da aggiungere sull’argomento.»
Pur essendo riuscita a lanciare Switch 2 nella data originariamente prevista, mantenendo intatto il prezzo base di 449,99 dollari USA, Nintendo ha visto il resto della propria lineup di prodotti subire un contraccolpo diretto. La prima ondata di incertezza sulle politiche di commercio internazionale ha costretto il brand a posticipare i preordini dell’hardware, mentre il prezzo al dettaglio di diversi accessori per Switch 2 è aumentato per compensare la pressione finanziaria. Dopo aver inizialmente attribuito questi cambi di rotta operativi e i ritardi alle «condizioni di mercato in evoluzione», Nintendo abbandona ora ogni cautela aziendale. Il brand si unisce a oltre 1.000 altre aziende nel chiamare direttamente in causa il governo per recuperare i pesanti conti dei dazi, che per i grandi colossi tech avrebbero superato il miliardo di dollari USA a trimestre.

















