Junya Watanabe FW26 balla con “The Art of Assemblage Couture”
Oggetti trovati e gear da moto si scontrano in silhouette haute couture.
Overview
- La collezione FW26 di Junya Watanabe, “The Art of Assemblage Couture”, ha trasformato una passerella parigina nel palcoscenico di un tango‑club, con una drammaturgia coreografata sulle note di “Libertango” di Astor Piazzolla.
- Silhouette dall’allure couture sono state costruite con materiali inattesi — protezioni da moto, guanti, caschi, eco‑pelliccia, Lurex e persino peluche.
La collezione Fall/Winter 2026 di Junya Watanabe, intitolata “The Art of Assemblage Couture”, ha trasformato una passerella parigina nella cornice drammatica di un tango club immaginario. Sulle sonorità ritmiche di “Libertango” di Astor Piazzolla, la sfilata era pervasa da un’atmosfera di “caos studiato” e di intensa teatralità emotiva.
Le modelle mettevano in scena sbalzi d’umore coreografati – oscillando tra rifiuto e fuga – con il mascara colato a righe sulle guance e onde rétro alla finger waves. Questa atmosfera evocativa faceva da sfondo alla ricerca di Watanabe su forme haute couture costruite a partire da un ruvido, realistico groviglio di oggetti trovati e materiali industriali.
Fedele al suo titolo, la collezione è stata costruita con materiali e oggetti inaspettati, assemblati in silhouette dall’allure couture che bilanciavano il caos con una coerenza precisa. Le linee spingevano con decisione sulla cifra stilistica “moto‑mania” di Watanabe, incorporando un ventaglio di cimeli motociclistici, dall’abbigliamento protettivo ai guanti, fino ai caschi. Alcuni pezzi evocavano un’estetica futuristica da “super‑suit”, definita da braccia articolate, peplum in stile cyborg e spalle esagerate, massicce.
Nel frattempo, altri look incorporavano eco‑pelliccia, Lurex, inserti in maglia o persino pupazzi di peluche. Tra i momenti più forti, un’apertura teatrale con Maggie Maurer avvolta in un imponente abito costruito con guanti e protezioni tecniche, abbinato a una gonna svasata.
La palette era eclettica, tra metallici, tonalità utilitarian e lampi di colore provenienti da materiali non convenzionali, a sottolineare la tensione tra il rigore couture e la ruvidità dell’assemblage. Il risultato è una collezione che mette in discussione le definizioni classiche di lusso, presentando la moda come uno scontro di mondi — insieme caotico, emotivo e meticolosamente costruito.

















