Chan Wai-lap porta la piscina pubblica ad Art Basel Hong Kong — e vuole che ti fermi a lungo

Chan-Wai Lap Mimimomo Pool 2026 art basel hong kong Interview
UBS Art Studio installation view. Artist Chan Wai Lap with the artwork commissioned by the UBS Art Collection. Chan Wai Lap, Mimimomo Pool, 2026, © Chan Wai Lap

Nel pieno del vortice di Art Basel Hong Kong 2026, c’è una sezione della fiera d’arte per eccellenza che lancia un invito inatteso: rallenta.

Benvenuti nel mondo di Chan Wai-lap. L’artista, nato e cresciuto a Hong Kong, ha passato anni a documentare l’architettura sterile, eppure profondamente umana, delle piscine pubbliche — luoghi di ritrovo emblematici nella città che chiama casa. La sua ultima installazione, “Mimimomo Pool (2026)”, presentata alla Basel di quest’anno accanto a nomi come Andy Warhol, Ed Ruscha e Wayne Thiebaud, è molto più di un semplice invito a sedersi. È una strizzata d’occhio linguistica alle radici hongkonghesi di Chan: ripresa dall’espressione cantonese 「靡靡摩摩」(mi-mi-mo-mo), diventa una definizione ironica per chi perde tempo o se la prende con estrema calma. A rafforzare ulteriormente questa identità locale c’è un’insegna al neon tremolante sospesa sopra lo spazio. Questa scorciatoia visiva per eccellenza della street life di Hong Kong viene tradizionalmente usata per attirare i clienti nei negozi. Qui diventa invece un faro d’accoglienza, un omaggio all’energia vibrante — e sfiancante — della città.

«Ho scelto “Mimimomo Pool” per il suo suono marcatamente cantonese e il suo carattere locale. Persino i residenti possono usare l’espressione senza sapere che si può scrivere come 「靡靡摩摩」 — io stesso l’ho scoperto solo facendo ricerca», racconta Chan a Hypebeast a pochi giorni dall’apertura di Art Basel Hong Kong. «Quello scarto tra il parlato quotidiano e la sua forma “corretta” è un punto d’ingresso giocoso. Il titolo incornicia la lentezza con ironia, invitando i visitatori a rilassarsi, rallentare e condividere un umore più leggero e senza fretta».

I semi di “Mimimomo Pool (2026)” sono stati piantati con “Dreaming of Swimming Pools 12 (2024-25)”, uno dei primi lavori di Chan che reimmaginava il mondo come una vasca circolare rivestita di mosaico. Invece di incorniciare l’opera su una parete, però, l’artista ha scelto di stamparla su un ampio tappeto, cancellando di fatto la distanza tra lo spettatore e l’arte. Questa evoluzione dalla carta a un ambiente fisico è stata resa possibile grazie a una partnership strategica con la UBS Art Collection. Mary Rozell, Global Head della UBS Art Collection, spiega la portata di questa crescita: «La commissione di Mimimomo Pool esemplifica il modo in cui la UBS Art Collection costruisce relazioni di lungo periodo con gli artisti. Quando abbiamo acquisito per la prima volta il disegno di Chan Wai-lap, siamo stati attratti dal mondo concettuale che aveva creato. Commissionare quest’opera ci ha permesso di sostenere l’evoluzione di quell’idea da un disegno di dimensioni intime a un’installazione su larga scala che invita alla partecipazione del pubblico».

Chan spiega che la trasformazione non riguarda solo le dimensioni: «Cammini sull’opera invece di guardarla come un’immagine su una parete». E aggiunge: «Installare il disegno come pavimento e ambiente rende l’incontro fisico — scala, texture, movimento e durata diventano parte del lavoro, insieme alle scelte su materiali, colore, illuminazione e punti di accesso».

«Condivido l’idea che l’arte possa nascere dalla vita ordinaria — non solo dai musei e dagli spazi white cube.»

Per Chan, la piscina offre molto più che un’estetica del tempo libero. Attraverso il suo lavoro analizza le sottili dinamiche di potere che si innescano quando degli sconosciuti condividono lo stesso spazio. La piscina pubblica diventa un microcosmo regolato da norme, prossimità e persino da un respiro condiviso. Inserendo tutto questo nel contesto di una città densa e frenetica come Hong Kong, osserva: «Lentezza e spazio per respirare possono sembrare dei lussi».

«Quest’opera trasforma le mie osservazioni in un’esperienza vissuta — crea una pausa all’interno della fiera in cui gli spettatori, soprattutto gli sconosciuti, sperimentano lo spazio insieme», prosegue, «e in cui il “sé e gli altri” si percepisce attraverso il tempo e la presenza condivisi».

Mentre gli ospiti si tolgono le scarpe per appoggiare i piedi stanchi sulla superficie materica del pavimento-“piscina”, è chiaro che “Mimimomo Pool (2026)” segna un nuovo capitolo per l’artista. Questo highlight di Art Basel Hong Kong è un lavoro che mette sullo stesso piano accessibilità e rigore tecnico. «È un passo importante verso un lavoro immersivo e partecipativo», riflette Chan. «Espande la mia pratica dalla rappresentazione all’ambiente, costruendo un’esperienza condivisa che le persone possono abitare».

L’inclusione di “Mimimomo Pool” nella Beyond Pop: Art of the Everyday exhibition è una scelta curatoriale potente, e Rozell sottolinea il ponte che Chan costruisce tra locale e universale. «Ciò che rende il lavoro di Chan Wai Lap così avvincente nel contesto di Beyond Pop: Art of the Everyday è il modo in cui ancor(a) temi universali a un’esperienza locale specifica. Mentre artisti come Ed Ruscha e Wayne Thiebaud esplorano il linguaggio visivo della vita quotidiana e della cultura dei consumi, Chan si concentra su spazi condivisi come le piscine pubbliche, indagando il significato personale e sociale che può sfuggire perfino ai residenti», afferma. «Attraverso questa lente, Chan trasforma un ambiente urbano familiare in una riflessione su memoria, comunità e ritmi della vita di ogni giorno. Il suo lavoro vibrante mette in relazione le particolarità del paesaggio culturale di Hong Kong con interrogativi più ampi su come gli spazi ordinari plasmino l’identità collettiva».

In una città che notoriamente valorizza tempo ed efficienza, Chan Wai-lap è riuscito a fare l’impossibile: ha costruito un luogo in cui a tutti è concesso essere un po’ mimimomo.

Vista dell’installazione dell’UBS Art Studio ad Art Basel Hong Kong 2026. Chan Wai Lap, Mimimomo Pool, 2026 © Chan Wai Lap

Chan Wai-lap Mimimomo Pool 2026 Art Basel Hong Kong intervista

Courtesy Of Ubs

Vista dell’installazione dell’UBS Art Studio ad Art Basel Hong Kong 2026. Chan Wai Lap, Mimimomo Pool, 2026 © Chan Wai Lap

Chan Wai-lap Mimimomo Pool 2026 Art Basel Hong Kong intervista

Courtesy Of Ubs

Vista dell’installazione dell’UBS Art Studio ad Art Basel Hong Kong 2026. Chan Wai Lap, Mimimomo Pool, 2026 © Chan Wai Lap

Chan Wai-lap Mimimomo Pool 2026 Art Basel Hong Kong intervista

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Vista dell’installazione dell’UBS Art Studio. L’artista Chan Wai Lap con l’opera commissionata dalla UBS Art Collection. Chan Wai Lap, Mimimomo Pool, 2026, © Chan Wai Lap

Chan Wai-lap Mimimomo Pool 2026 Art Basel Hong Kong intervista

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Vista dell’installazione dell’UBS Art Studio. L’artista Chan Wai Lap con l’opera commissionata dalla UBS Art Collection. Chan Wai Lap, Mimimomo Pool, 2026, © Chan Wai Lap

Chan Wai-lap Mimimomo Pool 2026 Art Basel Hong Kong intervista

Courtesy Of Ubs



Hypebeast: Com’è stato il processo creativo nel trasformare il lavoro bidimensionale “Dreaming of Swimming Pools 12 (2024-25)” in uno spazio fisico immersivo?

Il disegno immagina il globo come una piscina circolare a mosaico. L’installazione porta quell’immagine nel corpo: un tappeto stampato con il disegno, superfici a mosaico, sedute con rulli massaggianti e ombrelloni che accentuano un’atmosfera di svago. È meno un ingrandimento che una coreografia — di come le persone entrano, si fermano e restano — creando una bolla di calma all’interno della fiera affollata.

“Mimimomo Pool (2026)” presenta un’ampia gamma di elementi, tra cui strutture a mosaico, rulli massaggianti integrati e ombrelloni. In che modo questi specifici oggetti funzionano insieme per trasformare un’ambientazione da fiera d’arte tradizionale in uno spazio comune e giocoso?

Sono segnali familiari di riposo e di tempo libero pubblico. Insieme spostano il lavoro dal “guardare” al “passare del tempo dentro”: sedersi, indugiare, condividere lo spazio. Mi interessa la coreografia che ne nasce, il modo in cui le persone si raccolgono, si muovono e attraversano i confini, così l’installazione diventa un piccolo bene comune più che un’esposizione statica.

In quanto artista nato e con base a Hong Kong, in che modo questa installazione riflette la cultura vibrante della città offrendo al tempo stesso una “tregua” dal suo ritmo?

Il mio lavoro nasce dall’osservazione delle strade di Hong Kong e di come le persone usano lo spazio pubblico. “Mimimomo Pool” porta con sé quell’energia urbana attraverso i materiali e i riferimenti a un’infrastruttura ricreativa condivisa, ma ne rallenta il ritmo, offrendo una breve pausa collettiva nel cuore dell’intensità della città.

Il tuo lavoro è esposto accanto alle icone globali dei movimenti “Pop” ed “Everyday”, come Andy Warhol ed Ed Ruscha. In che modo la tua esplorazione degli “oggetti quotidiani” si discosta o si allinea a queste tradizioni internazionali?

Per me è un onore essere esposto accanto a questi artisti, e condivido l’idea che l’arte possa nascere dalla vita ordinaria — non solo dai musei e dagli spazi white cube. Il mio focus è osservare e trasformare le situazioni quotidiane, soprattutto quelle modellate da regole non dette, accesso, intimità e potere, mentre vengono negoziati in modo sottile nella vita di tutti i giorni.

Sophie Caraan Managing Editor

Sophie Caraan is the Managing Editor at Hypebeast, where she sets the editorial direction, standards, and output strategy for the HQ team. With a decade of editorial experience, she brings both a storyteller's instinct and a strategist's eye — spotlighting the figures and movements that shape the culture across a multitude of lanes. Her tenure is marked by high-impact conversations with the likes of RZA, Mads Mikkelsen, CORTIS, Erling Haaland, Kasing Lung, NIGO, and more.

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