Art Collaboration Kyoto punta i riflettori sulle collaborazioni globali tra gallerie

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Courtesy of Art Collaboration Kyoto

Sommario

L'edizione 2026 riunisce 63 gallerie provenienti da 18 paesi e regioni, ponendo l'accento sulle collaborazioni tra gallerie giapponesi e internazionali.

Oltre la fiera, i visitatori potranno esplorare installazioni sperimentali, talk con gli artisti e mostre allestite tra gli storici templi e i luoghi simbolo della cultura di Kyoto.

Art Collaboration Kyoto (ACK) torna per la sua sesta edizione dal 7 al 9 novembre, riunendo 63 gallerie provenienti da 18 paesi e regioni al Kyoto International Conference Center. Con una presenza internazionale ampliata e un nuovo assetto direttivo, la fiera del 2026 prosegue la sua missione: promuovere lo scambio interculturale tra la scena artistica contemporanea del Giappone e la più ampia comunità dell’arte globale.

Al centro di ACK troviamo due sezioni esclusive: Gallery Collaborations e Kyoto Meetings. La prima affianca gallerie giapponesi a controparti internazionali in spazi espositivi condivisi, incoraggiando il dialogo tra pratiche artistiche e prospettive culturali diverse. Tra i partecipanti di quest’anno figurano NANZUKA di Tokyo, che unisce le forze con Jeffrey Deitch di New York, TARO NASU con Hauser & Wirth, e Tokyo Gallery + BTAP con Gallery Hyundai di Seul. Kyoto Meetings, invece, punta i riflettori su artisti e opere legati a questa città ricca di storia, con presentazioni di gallerie come Perrotin, Art Court Gallery e Kiang Malingue.

Oltre alle presentazioni delle gallerie, ACK introduce ACK Intersections, una mostra curata sotto la guida di Leonhard Bartolomeus dello Yamaguchi Center for Arts and Media (YCAM). Intitolato Out of Bounds, il programma esplora i confini invisibili che plasmano il nostro rapporto con l’arte, l’architettura e gli altri. Con opere di Ernesto Neto, Efrain Almeida, Piotr Kowalski e altri ancora, l’esposizione dà vita agli inconfondibili spazi architettonici del Kyoto International Conference Center. La programmazione include inoltre installazioni di Aiko Miyanaga, Eriko Mukai e Ryunosuke Okazaki, oltre a una serie di conversazioni con figure di spicco come Arthur Jafa, Kazuyo Sejima e Tomio Koyama.

L’impronta culturale della fiera si estende in tutta Kyoto attraverso l’iniziativa What’s On, che dà risalto alle mostre allestite tra gallerie, templi e monumenti storici della città. Tra le presentazioni spiccano le esposizioni dedicate ad Andrew Cranston al Ryosokuin Temple, a Issy Wood ed Evelyn Taocheng Wang al Korin-in del Daitokuji Temple, e a Yuka Kashiwabara al Komyoin Temple.

Fondendo le prospettive artistiche contemporanee con il ricco patrimonio culturale di Kyoto, ACK offre un approccio alternativo al modello tradizionale delle fiere d’arte, privilegiando la collaborazione, la sperimentazione e le connessioni significative oltre confine.

Art Collaboration Kyoto si svolge dal 7 al 9 novembre 2026 al Kyoto International Conference Center; scopri qui l’elenco completo degli espositori.

Kyoto International Conference Center
422 Iwakura Osagicho, Sakyo-ku,
Kyoto 606-0001, Giappone

Keith Estiler Managing Editor, Hypeart

Keith Estiler is a New York-born curator, writer, and the Managing Editor of Hypeart, the contemporary art arm of Hypebeast. Based in NYC, Keith heads up editorial strategy at the intersection of contemporary art and culture, capturing the icons and outliers of both the local and international scenes. He has curated exhibitions worldwide, dedicated to championing the emerging voices and subcultures currently redefining contemporary visual culture.

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