Sommario
Taiga Takahashi e la galleria di Kyoto KANEGAE hanno svelato "What Are Materials Today?", un progetto incentrato sui cervi abbattuti nel villaggio montano di Miyama, Kyoto
Pelle, ossa, terra e fuliggine si trasformano in cuoio tinto con inchiostro sumi, bottoni intagliati a mano e pigmenti derivati dalle ossa, dando vita a una capsule di capi d'ispirazione d'archivio
I ceramisti Kansai Noguchi e Ryuta Fukumura, lo scultore Ryoho Otake e il pittore Syotatsu contribuiscono ciascuno con capi e opere uniche realizzati con gli stessi materiali di Miyama
T.T. (il compianto Taiga Takahashi) e KANEGAE hanno unito le forze per “What Are Materials Today?”, una collezione di abbigliamento e opere d’arte realizzata quasi interamente con i cervi e la terra di Miyama, a Kyoto. Ampliando la presentazione del duo ad Art Collaboration Kyoto 2025, il progetto coinvolge quattro artisti giapponesi per dare nuova vita alle pelli e alle ossa che di solito vengono scartate dopo gli abbattimenti locali.
Il progetto nasce da un problema che affligge il Giappone rurale. A Miyama, i cervi vengono abbattuti per proteggere le fattorie e le case delle comunità satoyama e, sebbene la carne entri in circolazione come selvaggina, le pelli e le ossa sono difficili da lavorare e in gran parte vengono scartate. Dopo aver partecipato a una battuta di caccia nella zona, il team di Taiga Takahashi e KANEGAE ha deciso di scoprire cosa sarebbe successo se la moda e l’arte avessero affrontato insieme il problema degli sprechi, con l’obiettivo di utilizzare ogni singola parte di ciascun animale.
Il risultato più evidente è la giacca in pelle Lot 802 Cossack, ispirata a un modello degli anni ‘30 e tagliata in pelle di cervo di Miyama. La pelle è tinta con lo stesso inchiostro sumi che Kansai Noguchi utilizza per la sua calligrafia, che lui stesso mescola partendo dalla fuliggine dei forni e dalla colla ricavata dalla pelle dei cervi di Miyama. Ryoho Otake rifinisce il capo con bottoni intagliati uno ad uno in osso di cervo.
Due versioni della giacca Lot 303 Coverall si basano su un’anonima tuta da lavoro americana del 1910 circa, recuperata in una miniera di carbone. L’interpretazione di Noguchi è tinta in sumi, con la sua calligrafia spennellata a mano sul retro di ogni giacca. La versione più chiara di Syotatsu è dipinta carattere per carattere con un pigmento che ha realizzato macinando in polvere l’osso di cervo di Miyama e mescolandolo con l’acqua; i caratteri tracciano la vita di un cervo.
La giacca Lot 316 Sack si ispira nelle forme a una giacca a sacco francese dell’inizio del XX secolo. Il dettaglio che la contraddistingue è il set di bottoni di Ryuta Fukumura, che ha utilizzato la terra di Miyama e l’osso di cervo come ingredienti per lo smalto prima di rifinire ogni pezzo con la sua caratteristica smaltatura argentata.
A completare l’abbigliamento ci sono due T-shirt Lot 616, entrambe caratterizzate dallo scollo a doppia rilegatura tipico delle magliette vintage. La versione di Noguchi è tinta in sumi e stampata sempre in sumi con un motivo ricavato dallo sfregamento su una delle sue sculture, i cui cinque cerchi sono modellati sulle sezioni trasversali dell’osso di cervo. La versione di Syotatsu presenta un calco a sfregamento di una delle sue opere tridimensionali, stampato con pigmento di osso di cervo e raffigurante la nascita di una nuova vita.
Oltre ai capi d’abbigliamento, ogni artista presenta opere a sé stanti realizzate con le stesse materie prime. Noguchi mescola la terra di Miyama alla sua argilla e la cenere di osso di cervo ai suoi smalti, un abbinamento che conferisce una finitura insolitamente opaca a opere come il suo Black Chawan. Fukumura, noto per creare smalti argentati con il metallo recuperato da PC dismessi, lavora l’argilla e le ossa di Miyama per creare vasi, tra cui uno in argento carbonizzato. Otake ha scolpito le foglie di ginkgo che ha notato a Miyama ricavandole dalla scapola di un cervo, assottigliandole fino a renderle traslucide. Syotatsu, pittore di Wakayama per il quale il cervo ha da sempre un significato sacro, prepara le sue tele con la terra di Miyama legata con colla di pelle.
Questo approccio si sposa perfettamente con il DNA del marchio. L’omonimo fondatore, Taiga Takahashi, ha lanciato il brand a New York dopo essersi laureato alla Central Saint Martins nel 2017, studiando i capi precedenti all’era della produzione di massa, molti dei quali tratti dal suo archivio personale di pezzi vintage americani dagli anni ‘20 agli anni ‘50, per poi ricostruirli con tecniche tradizionali giapponesi secondo l’etica di far rivivere le reliquie del passato per riportare alla luce i manufatti del futuro. Takahashi è scomparso ad aprile 2022 a soli 27 anni, ma il team da lui creato continua il lavoro, ora in collaborazione con KANEGAE, che spinge l’artigianato giapponese verso l’arte contemporanea e la moda.
“What Are Materials Today?” uscirà tramite HBX, e inaugura all’ISETAN SALONE di Roppongi, a Tokyo, dal 14 al 18 ottobre, dove i pezzi della collaborazione e le opere d’arte saranno esposti e venduti. Il progetto prosegue presso lo spazio d’arte Gion del marchio a Kyoto dal 28 ottobre al 15 novembre con un focus su Syotatsu, mentre il capitolo di Fukumura sarà presentato al B1OCK di Hangzhou fino al 1° novembre.