Sommario
Stylophone ha miniaturizzato il suo sintetizzatore del 1968 in uno strumento da portachiavi perfettamente funzionante
Il Mini racchiude una tastiera in metallo nichelato, uno stilo integrato, uno altoparlante e un pulsante per il vibrato in un corpo lungo circa 10 centimetri
È disponibile nelle varianti Original, White e Pink, senza bisogno di app, cavi o accessori extra
Stylophone lancia lo Stylophone Mini, una rivisitazione formato portachiavi del synth suonato con il pennino nato nel 1968. Più che un semplice ciondolo da agganciare alle chiavi o alla tracolla della borsa, il Mini è un vero e proprio strumento funzionante: permette infatti di suonare melodie reali con la stessa tecnica pennino-su-metallo e quel timbro vibrante che hanno reso l’originale un oggetto di culto.
Il Mini misura 10,4 x 7,9 x 2,3 centimetri e abbina un corpo in plastica a dettagli in metallo. Il vero protagonista è la tastiera in miniatura placcata in nichel, che si suona toccando ciascun tasto metallico con l’apposito pennino, proprio come negli Stylophone a grandezza naturale. Un altoparlante integrato gestisce la riproduzione, eliminando la necessità di collegare cavi, mentre un pulsante dedicato aggiunge il vibrato per un suono fluttuante e ancora più espressivo.
Il resto del design è pensato per l’uso quotidiano. Una luce LED bianca trasforma il Mini in una minuscola torcia, mentre lo spegnimento automatico consente di risparmiare energia se dimenticato acceso in tasca. Funziona con due batterie a bottone LR44, incluse nella confezione insieme a una scatolina di latta logata Stylophone per riporlo. I controlli restano essenziali – solo accensione e vibrato – rendendo il Mini pronto da suonare nell’istante in cui viene acceso.
Questa semplicità plug-and-play è proprio il fulcro del progetto. Il Mini non richiede cavi, app o attrezzature aggiuntive, in netto contrasto con la produzione musicale basata sugli schermi. “Stylophone è un brand iconico e volevamo creare qualcosa che stimolasse una creatività rapida e accessibile, celebrando al contempo un synth amatissimo. Nell’era dell’intelligenza artificiale, volevamo realizzare qualcosa di semplice, divertente e reale”, ha dichiarato in un comunicato John Simpson, CEO di Stylophone.
Lo strumento di cui rappresenta la versione in miniatura vanta un prestigioso pedigree pop. Celebre è l’uso che David Bowie fece dello Stylophone in “Space Oddity”, per poi riprenderlo nel 2002 in “Slip Away”; da allora il synth è apparso tra le mani di Kraftwerk, Blondie, The White Stripes, oltre a Jarvis Cocker e Candida Doyle dei Pulp. St. Vincent ha inserito lo Stylophone Theremin del brand nei suoi concerti, mentre il synth GEN X-1 ha trovato spazio negli studi di produttori come Steve Albini e The Alchemist.
Il Mini si rivolge a entrambe le estremità di questo pubblico: un punto di accesso intuitivo per i principianti e un frammento di storia tascabile per i fan di lunga data. Stylophone lo lancia in tre varianti cromatiche da collezione: Original nera, White e Pink.
Lo Stylophone Mini, lanciato l’8 ottobre, è ora disponibile sul sito web di Stylophone nei colori Original, White e Pink.