Milly Alcock è la 'Supergirl' che ha finalmente senso

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Milly Alcock Is the Supergirl That Makes Sense
Warner Bros./DC

Da decenni i film di supereroi cercano di inquadrare Supergirl. La versione del 1984 con Helen Slater arrivò alla fine dell’era di Christopher Reeve e sembrava più un lascito ereditato che un traguardo meritato. Da allora, il personaggio ha attraversato varie iterazioni televisive e apparizioni animate, gravitando sempre attorno alla mitologia di Superman senza mai riuscire a stabilire una propria forza d’attrazione. Il problema non è mai stato Kara Zor-El. Il vero problema era che nessuno aveva ancora capito chi fosse davvero, sotto quel mantello.

Il film di Craig Gillespie del 2026, basato sull’acclamata serie a fumetti di Tom King e Bilquis Evely, perlomeno coglie il punto della questione. Questa versione di Kara non è la cugina ingenua e ottimista di Kal-El a cui la cultura pop ci ha abituato per anni. È qualcosa di decisamente più complesso: una donna che ha visto morire Krypton, che ha vissuto in modalità di sopravvivenza per anni prima di sbarcare su un pianeta che aveva già il suo Superman e che, di conseguenza, non sapeva bene cosa farsene di lei. Da allora porta con sé il peso di quello sradicamento. Quando James Gunn l’ha definita “molto più tosta” delle versioni precedenti, non era solo una trovata di marketing, ma un autentico riposizionamento del personaggio.

Milly Alcock regge tutto questo senza farlo sembrare un peso di cui la pellicola si fa carico. La sua Kara è guardinga e a tratti spericolata, capace di un calore che non sa bene come esprimere; Alcock si muove tra questi registri con una naturalezza che la scrittura non sempre supporta, ma che la sua performance garantisce ugualmente. Uscita da House of the Dragon con la reputazione di saper interpretare giovani donne alle prese con circostanze impossibili, mostrando una compostezza superiore a quella che chi le sta intorno meriterebbe, qui porta in scena esattamente la stessa qualità. Il costume le calza a pennello. Ma cosa ancora più importante, il personaggio è quello giusto.

L’estetica del film si spinge con decisione verso il brutalismo cosmico del materiale originale: un tripudio di paesaggi alieni, la luce di un sole rosso e una grammatica visiva decisamente più grunge, che condivide molte più affinità con l’universo di Furiosa che con qualsiasi cosa mai prodotta dal MCU. L’esecuzione non è sempre elegante e la fotografia compie scelte che prediligono l’atmosfera a discapito della chiarezza, con risultati non sempre all’altezza. Tuttavia, l’ambizione estetica di fondo è coerente, il che è già molto più di quanto si possa dire per gran parte dei film di supereroi di queste proporzioni.

Il legame tra Kara e Ruthye, la ragazzina la cui missione di vendetta guida la trama della pellicola, fornisce ad Alcock un ottimo terreno di confronto: è proprio in questa dinamica che il film trova il suo baricentro emotivo. La schiettezza di Ruthye e la riluttante vocazione protettiva di Kara danno vita a una sfaccettatura che le convenzionali strutture eroe-contro-cattivo raramente permettono.

Supergirl non rappresenterà per tutti la porta d’accesso al nuovo DCU, e porta su di sé l’energia altalenante di un franchise che sta ancora cercando di mettere a fuoco la propria logica interna. Eppure, Alcock difende questo personaggio con una convinzione che non si era mai vista prima d’ora. Qualsiasi cosa il DCU costruirà intorno a lei in futuro, le fondamenta sono solide.

Supergirl è ora disponibile sul pluripremiato sistema di intrattenimento a bordo di Cathay Pacific.

Sophie Caraan Managing Editor

Sophie Caraan is the Managing Editor at Hypebeast, where she sets the editorial direction, standards, and output strategy for the HQ team. With a decade of editorial experience, she brings both a storyteller's instinct and a strategist's eye — spotlighting the figures and movements that shape the culture across a multitude of lanes. Her tenure is marked by high-impact conversations with the likes of RZA, Mads Mikkelsen, CORTIS, Erling Haaland, Kasing Lung, NIGO, and more.

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