Lamborghini Revuelto SV: la Super Veloce più "intelligente" di sempre

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Lamborghini Revuelto SV Is the Smartest Hardcore Track Car
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Tra gli appassionati di motori ci sono le auto sportive, le loro varianti ad alte prestazioni e poi le versioni veramente estreme. Molte si celano dietro a molteplici acronimi: GT, RS, Type R e così via. Quello di Lamborghini è il più diretto possibile: Super Veloce, o semplicemente SV.

Lo scorso fine settimana siamo stati invitati a un test drive privato della nuovissima Lamborghini Revuelto SV, una variante ultra-estrema della Revuelto ibrida. Se le prestazioni sono sempre state il fulcro della supercar di punta del Toro, la SV si concentra su miglioramenti e traguardi specifici. Per la Revuelto, il marchio ha agito d’astuzia, creando un veicolo ancora più mirato.

Abbiamo testato la nuova Revuelto SV e tutte le sue potenzialità nel principale circuito di Roma: l’Autodromo Vallelunga. La tecnologia è inedita, le aspettative sono alte e il nome SV parla da sé. E se le precedenti iterazioni della Super Veloce offrivano semplicemente “di più” sotto ogni aspetto, questa volta Lamborghini ha adottato una strategia acuta e calcolata.

Lamborghini Revuelto SV: l'auto da pista estrema più intelligente

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La SV eleva il tuo stile, oltre all’esperienza di guida

Nella storia dei veicoli Super Veloce di Lamborghini (dalla Miura fino alla più recente Aventador) l’appellativo SV ha quasi sempre indicato un nuovo livello di estremismo. Prestazioni potenziate, telai alleggeriti e aerodinamica rivista sono sempre stati gli aggiornamenti chiave, ma per la Revuelto il marchio aveva a disposizione molto più materiale su cui lavorare, grazie alle moderne tecnologie.

Il brand è stato molto chiaro su ciò che la SV ha da offrire: “Tutto quello che si poteva aggiornare, è stato aggiornato”. Un’affermazione audace. Ma il tempo trascorso a bordo della Revuelto SV ci ha confermato questa promessa, lasciandoci al contempo stupiti e affascinati.

L’aerodinamica si è concretizzata in un design molto più aggressivo per i paraurti anteriore, laterale e posteriore. La nuova ala è stata sviluppata in modo meticoloso per lavorare in sinergia con un flap di Gurney, anch’esso realizzato su misura per la SV. Ma un’estetica aggressiva non è tutto: la Revuelto SV si è concentrata su questi aggiornamenti puntando alla massima funzionalità, ottimizzando le prestazioni della vettura in pista.

Oltre all’aerodinamica, abbiamo scoperto altri aggiornamenti adottati dalla SV, alcuni dei quali potrebbero sorprendere. Ad esempio, mentre le sospensioni della Revuelto standard presentano una regolazione elettronica dello smorzamento, quelle coilover KW della SV sono passive: si impostano fuori dall’abitacolo e si calibrano in base alle esigenze della pista. Potrebbe sembrare un passo indietro, ma la semplicità e i vantaggi in termini di peso di un sistema passivo sono perfettamente in sintonia con l’approccio più innovativo e “intelligente” della SV. Non sarebbe una Super Veloce senza un incremento di potenza, ma Lamborghini ha potenziato il motore elettrico ibrido fino a 1.050 CV (un aumento di 45 CV) per preservare il carattere inconfondibile del V12. Aggiungete a tutto questo un nuovo sensore 6D montato in posizione centrale, che misura beccheggio, imbardata e rollio, e otterrete una tecnologia all’avanguardia in grado di mantenervi letteralmente incollati all’asfalto.

Quindi, per quanto si possa pensare a una Lamborghini in edizione SV come a uno status symbol o alla massima espressione dell’eccesso, i suoi miglioramenti mirati alla guida rendono onore al nome Super Veloce oggi più che mai.

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Una riprogettazione totale dei freni

Tra tutti gli aggiornamenti, però, siamo rimasti assolutamente sbalorditi dai freni della Revuelto SV. Certo, potreste pensare che, essendo in carboceramica, non ci sia nulla di speciale; in realtà sono molto di più che semplici dischi e pastiglie rinforzati.

Lamborghini chiama questo sistema CCM-R Plus, una denominazione che deriva dalla tecnologia della Formula 1 e dallo sviluppo per le gare di endurance. I tecnici ci hanno illustrato le sottili differenze rispetto a un impianto carboceramico standard: da dettagli semplici, come i diametri maggiorati a 420 mm all’anteriore e 410 mm al posteriore, a elementi complessi, come un’innovativa struttura in carbonio 3D all’interno dei dischi. La complessità risiede nel fatto che i filamenti di carbonio incorporati nella matrice sono fisicamente “più lunghi”. Questa scelta si traduce in una migliore dissipazione del calore, in un coefficiente di attrito ottimizzato e in una fase di riscaldamento ridotta al minimo, aspetto per il quale i freni in carboceramica sono tristemente noti.

Durante le nostre quattro manche consecutive e i 12 giri a tutta velocità sull’autodromo italiano di Vallelunga, ci è stato detto, anzi incoraggiato, di mettere alla prova tutto questo. Inizialmente pensavamo di conoscere bene le sollecitazioni che i freni in carboceramica possono sopportare, ma più il nostro gruppo di giornalisti si scambiava le auto e sfrecciava lungo i quasi 4 chilometri del circuito, più ci rendevamo conto di quanto fossero speciali. Giro dopo giro frenavamo sempre più tardi, arrivando quasi a ridosso dell’auto che ci precedeva. Abbiamo notato una leggera instabilità nei freni anteriori superando il lieve dislivello del lungo rettilineo, ma l’abbiamo attribuita alla nostra palese inesperienza con l’auto e con il tracciato.

Ciononostante, possiamo confermare con assoluta certezza l’incredibile potenza frenante del sistema CCM-R Plus della SV; è stato in assoluto l’aspetto più memorabile del nostro test drive.

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Modalità Pilota: quanto sei davvero coraggioso?

Il secondo elemento più geniale della SV è la sua modalità Pilota. Accessibile tramite un selettore a rotella sul volante, la modalità Pilota raggruppa tutti gli aiuti elettronici in livelli selezionabili. Agisce separatamente dalle modalità di guida tradizionali, come Sport e Corsa, già note ai più.

Consideriamo la modalità Pilota come un indicatore di “coraggio”, che va da 1 (“Ok, proviamo”) a 3 (“Ho visto la mia buona dose di circuiti”), fino a 5 (“Collaudatore certificato con un appartamento vicino al Nürburgring”). In pratica, il selettore riduce l’intervento delle tecnologie di assistenza della vettura, limitando l’ABS e regolando le soglie del controllo di stabilità e di trazione. Con la flessibilità di cinque livelli, l’aver semplificato l’intero processo di regolazione (anziché utilizzare manopole separate per ESC, TC e così via) ci è sembrata una scelta di Lamborghini fortemente orientata alla pura esperienza di guida.

Ma cosa significa tutto questo in pista e come l’abbiamo impostata? Inizialmente l’abbiamo posizionata sul secondo livello più basso, dopo che il collaudatore ci ha interrogato sulla nostra esperienza di guida in circuito. “Sembri da livello 2”, qualunque cosa significasse. La nostra prima manche in assoluto con la Revuelto SV è stata solo in modalità Corsa e senza la modalità Pilota, che di fatto massimizza tutti gli aiuti alla guida. La modalità Pilota richiede una conferma (una pressione prolungata del pulsante centrale, seguita da un secondo clic di sicurezza), un passaggio che genera soprattutto una certa ansia. Ad ogni modo, l’abbiamo attivata, siamo passati al livello 2 e siamo scesi in pista.

Fin da subito abbiamo percepito un’auto molto più reattiva. A Vallelunga ci sono due tornanti chiave in cui abbiamo sentito il posteriore scivolare leggermente in uscita, oltre a una lunga curva a destra a 90 gradi all’estremità del tracciato. Per quanto riguarda la frenata, nella modalità Corsa standard abbiamo innescato l’ABS molto più facilmente; con la modalità Pilota i freni si bloccavano un attimo prima di attivarsi, ma parliamo di millisecondi. A parte questo, il livello Pilota 2 è sembrato più un brivido opzionale che una disattivazione totale. Non abbiamo avuto modo di testare molto i livelli 3-5 (il livello 5 ci è stato addirittura sconsigliato dal team tecnico per questo viaggio), ma possiamo immaginare che l’adrenalina aumenti man mano che si sale di livello e diminuiscono gli aiuti.

Lamborghini Revuelto SV: l'auto da pista estrema più intelligente

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Non è (solo) questione di guida

Cosa sarebbe una Lamborghini se contasse solo la guida? Una grande delusione. E se da un lato concordiamo sul fatto che la SV debba dare priorità assoluta al tempo trascorso al volante, dall’altro l’esperienza nell’abitacolo dovrebbe essere altrettanto rilevante.

Durante il nostro press tour, abbiamo partecipato a workshop che illustravano aspetti ben oltre le prestazioni della vettura. L’impianto audio, ad esempio, è stato uno dei protagonisti. Per l’acustica degli interni della SV, Lamborghini ha collaborato con Sonus Faber, brand italiano specializzato in sistemi di home entertainment artigianali. Una configurazione a sette altoparlanti potrebbe sembrare modesta, ma la dimostrazione a cui abbiamo assistito avrebbe conquistato anche il più esigente degli audiofili.

“Il sistema è calibrato soprattutto per offrire alti cristallini, risultando perfetto per le voci femminili e la musica classica”, ha spiegato il portavoce. Mentre ci rilassavamo ascoltando alcuni brani che confermavano tali affermazioni, ci è stata illustrata la tecnologia alla base della disposizione a triangolo, che unisce il suono dei tweeter delle portiere e degli altoparlanti posteriori a quello centrale. Il risultato sono due triangoli che indirizzano le onde sonore direttamente verso il conducente e il passeggero. Abbiamo imparato che se non si riesce a individuare l’esatta provenienza della musica, significa che l’impianto è tarato alla perfezione; al contrario, se si riesce a “visualizzare” l’altoparlante che riproduce le note, la configurazione è scadente. Il sistema Sonus Faber ha creato una sorta di bolla sonora proprio davanti al nostro viso.

L’auto vanta anche un comfort eccezionale grazie ai rivestimenti in Dinamica, una variante dell’ultrasuede o dell’Alcantara. Pur non essendo la nostra texture preferita in termini di mera durata (siamo ancora nostalgici della spessa pelle vissuta, simile a quella di un guanto da baseball), la Dinamica presenta una grana eccellente e risulta morbida al tatto, offrendo una sensazione vellutata e per nulla ruvida. Disegnare forme astratte passando le dita su queste superfici è un vizio che amiamo concederci nelle auto di lusso, e la Revuelto SV non delude nemmeno da questo punto di vista.

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Oggi, sembra che la decisione di Lamborghini di passare alla versione Super Veloce sia più mirata e focalizzata sulla ricerca delle vere prestazioni, perseguendo questo obiettivo con metodi decisamente più ingegnosi. Più potenza? Certo. Aerodinamica ultra-aggressiva? Assolutamente. Ma ora la sigla SV racchiude anche sensori all’avanguardia, alleggerimenti, scelte di design complesse e persino la consapevolezza di non dover stravolgere ciò che già funziona. A quanto pare, diventare Super Veloce significa anche diventare Super Intelligente.

Eddie Eng Managing Editor, Automotive & Culture

Eddie Eng has been an editorial content creator for over 10 years, with deep insight and experience across automotive, footwear, fashion, travel, gaming and other verticals. Based in Southern California, Eddie has maintained relationships across the automotive and fashion industries, and has helped spearhead premier initiatives for Hypebeast, including the Cars & Kicks event, collaborative products with F1, Staple, Leen Customs and others.

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