I ferri da golf 3D-Printed non sono più solo un prototipo
La nuova gamma COBRA mostra che la stampa 3D è pronta a entrare davvero nelle sacche da golf di tutti i giorni.
Nel golf, la stampa 3D per anni è sembrata più un esercizio di stile da reparto R&D che una vera tecnologia pensata per il consumatore finale. Certo, Bryson DeChambeau è diventato un testimonial di spicco quando ha messo in gioco un set di ferri stampati in 3D nel 2024. Ma non è mai stato un caso d’uso davvero convincente per il golfista medio, soprattutto considerando il rapporto notoriamente stretto di DeChambeau con le tecnologie sperimentali nel corso degli anni. Parliamo, dopotutto, dello stesso giocatore che ha trasformato i bagni di sale Epsom e i ferri a lunghezza unica in argomenti ricorrenti di conversazione.
Così, nonostante i successi in campo, non si è certo vista un’ondata di golfisti fare la fila per avere attrezzatura stampata in 3D.
Il principale ostacolo era il prezzo. Fino a poco tempo fa, nessun grande OEM proponeva un set di ferri stampati in 3D facilmente acquistabile in negozio. Qualsiasi cosa anche solo simile richiedeva una personalizzazione completa (traduzione: costi proibitivi). Questo ha iniziato a cambiare a giugno 2024, quando COBRA ha presentato i ferri LIMIT3D. Il set prototipale era prezzato 3.000 dollari ed era limitato a sole 500 unità nel mondo, rafforzando l’idea che la stampa 3D nel golf fosse ancora più una concept car che un’auto da tutti i giorni.
Le evoluzioni successive, però, hanno raccontato un’altra storia. COBRA ha perfezionato il processo produttivo, abbandonato la dicitura “LIMIT3D” e lanciato i ferri 3D PRINTED TOUR a un prezzo più accessibile (anche se ancora premium) di circa 2.500 dollari. I ferri hanno trovato rapidamente legittimazione sul Tour, con il giocatore staffMax Homa che li ha messi subito in gioco.
Ora COBRA amplia ulteriormente la sua gamma 3D-printed con il lancio di due nuovi modelli: i ferri 3D PRINTED MB e 3D PRINTED X. Se il modello TOUR è stato pensato esplicitamente per giocatori d’élite e handicap bassi, MB e X puntano a un pubblico più ampio, rivolgendosi ai golfisti con handicap compreso tra 10 e 20.
Il vero cambio di passo è l’accessibilità. Pur essendo tutt’altro che economici, i nuovi ferri 3DP MB e X costano circa 1.000 dollari in meno rispetto alla prima proposta 3D-printed di COBRA pensata per il pubblico. E, aspetto altrettanto cruciale, non vengono più presentati come curiosità in edizione limitata. COBRA ha abbandonato consapevolmente quella narrazione per segnalare che la stampa 3D non va più vista come l’equivalente golfistico di un prototipo “missione lunare”.
«Cobra Golf è sempre stata guidata dall’innovazione», ha dichiarato Dan Ladd, Presidente di Cobra Puma Golf. «Il fatto di essere il primo OEM a proporre un’intera gamma di ferri stampati in 3D che superano le prestazioni dei ferri tradizionali comparabili dimostra chiaramente la nostra dedizione nel creare l’attrezzatura dalle performance migliori in assoluto nel mondo del golf.»
Un giorno potrebbe diventare normale, per i golfisti più esigenti, avere una stampante 3D in garage. Il ferro 7 esce con un grado di loft troppo piatto? Nessun bisogno di intervenire sull’angolo di lie, basta stamparne uno nuovo. Fino ad allora, COBRA rivendica con decisione il ruolo di brand più disposto a trasformare la lavorazione dei metalli di nuova generazione in qualcosa che i golfisti possano davvero usare.



















