L’attesa per la passerella di Marie Lueder è cresciuta costantemente durante il terzo giorno della London Fashion Week. La designer, diplomata al CSM, di solito sfila alla Berlin Fashion Week e a Londra propone una presentazione; per la PE 26, invece, Lueder ha messo in scena una vera e propria sfilata – e non ha deluso.
Un corridoio attraversava lo spazio 180 Strand New Gen, cosparso di calici di vino rosso infranti, e conduceva a un lungo tavolo da pranzo coperto da una tovaglia bianca. Quel tavolo è diventato la passerella: le modelle ci sono salite sopra e ne hanno percorso tutta la lunghezza. Intorno, un gruppo selezionato di influencer, seduti come ospiti, ha trasformato la scena in un fashion-dinner party da sogno – nel senso migliore del termine.
Nelle scorse stagioni, l’universo di Lueder affondava le radici in un immaginario ricco di folklore: silhouette medievali, codici di abbigliamento tradizionali e rimandi mitologici. Questa collezione prosegue il racconto, attingendo apertamente all’energia carnascialesca del film di Baz Luhrmann Romeo & Juliet. Un’influenza evidente nei dettagli, come le scarpe da folletto con la punta ricurva o i mini mantelli con cappuccio.
Ma la PE 26 non vive solo di fantasia: la collezione segna anche un netto spostamento verso la reale indossabilità. Una lunga T-shirt grafica nera con la scritta «unraveling» sul petto, abbinata a jeans e cintura con fibbia, è un manifesto di styling street-ready. Anche la canotta con lo slogan «Beats Are Back», proposta nello stesso mood, sembra un chiaro messaggio: Lueder sta abbracciando uno streetwear ancora più portabile.
Tra gli altri pezzi di spicco: completi destrutturati a due pezzi ispirati al calcio, un bomber verde palude dal maxi collo e jeans in denim scuro a doppio strato.
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