Sommario
- La nuova personale dello scultore Hugh Hayden, Hughmanity, è ora visitabile alla Lisson Gallery di Londra fino al 1° novembre
- La mostra presenta un nuovo corpus di opere lignee che esplora i temi dell’assimilazione, dell’identità e dell’appartenenza attraverso simboli culturali riconfigurati
Alla Lisson Gallery di Londra, lo scultore Hugh Hayden svela Hughmanity, la sua quarta personale nella sede inglese della galleria. Proseguendo la sua indagine su comunione, identità e appartenenza, l’artista, originario di Dallas, presenta una nuova serie di opere lignee che indaga la tensione tra l’assimilazione e il suo costo spesso indigesto.
Ogni opera nasce da un albero — abbattuto, segato, scolpito e laminato — prima di essere ricomposta in reliquie culturali cariche di significato, che coniugano il carattere grezzo del legno con un sapiente tocco scultoreo. Qui Hayden introduce superfici dipinte, segnando un’evoluzione sostanziale nel suo linguaggio materico.
In tutta la galleria, simboli familiari si trasformano in emblemi di ansia, cancellazione, sfida e fede. Una serie sostituisce le 50 stelle della bandiera americana con sigarette, gomme da cancellare e serpenti a sonagli, delineando «una nazione sotto pressione», come si legge nel comunicato stampa, e offrendo una potente meditazione sulla continua cancellazione, riscrittura e riconfigurazione dell’identità, tanto su scala nazionale quanto personale.
Altrove, Hayden estende la sua critica all’ambito sartoriale. I blazer si ricoprono di spine, trasformando status symbol in strumenti di disagio, mentre le stringate rivestite di corteccia evidenziano la tensione tra il mimetizzarsi e «essere fagocitati dalle stesse strutture che promettono accettazione».
Il pezzo forte della mostra, “The Last Supper”, presenta un tavolo da pranzo allungato, avvolto dalle fiamme, e gioca sullo strano impasto di lutto, gioia e comunione che anima le dinamiche familiari. Poco distante, 13 padelle in bronzo fuso con maschere africane incastonate richiamano la serie American Food di Hayden, legando nutrimento e scopo attraverso la maestria artigianale.
«Considerate insieme, queste opere conferiscono Hughmanity un sottotesto spirituale che oscilla tra allegoria biblica e critica contemporanea», scrive la galleria. «Come in precedenti progetti pubblici… Hayden trasforma forme familiari in metafore di entropia, esclusione e rinascita.»
La mostra è aperta fino al 1° novembre.
Lisson Gallery, Londra
27 Bell St,
Londra NW1 5BY,
Regno Unito